Zelensky e il sostegno militare, tra diplomazia e necessità
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Redazione Esteri
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Volodymyr Zelensky, presidente dell'Ucraina, ha recentemente espresso la sua posizione riguardo all'invio di truppe da parte degli alleati occidentali. Pur dichiarandosi felice se tali truppe fossero inviate, Zelensky ha sottolineato che non intende richiederle, temendo che metà degli alleati interromperebbe il sostegno militare a Kiev. Questa dichiarazione arriva dopo che Zelensky si è detto pronto a un accordo di cessate il fuoco con la Russia, ma solo sotto l'ombrello della NATO.
Durante un incontro a Kiev con i leader dell'Unione Europea, Zelensky ha ribadito la necessità di garanzie di sicurezza da parte della NATO e di un maggiore supporto in termini di armi per difendere l'Ucraina prima di qualsiasi negoziato con la Russia. Ha affermato che solo quando l'Ucraina avrà ottenuto questi elementi e sarà sufficientemente forte, si potrà fissare l'ordine del giorno per un incontro con quelli che ha definito "assassini".
Zelensky ha inoltre escluso l'ipotesi di porre solo una parte del territorio ucraino sotto l'ombrello della NATO, affermando che l'adesione dell'intero paese all'Alleanza Atlantica è necessaria per la sopravvivenza dell'Ucraina, che da oltre 1000 giorni è in guerra contro la Russia di Vladimir Putin. Il presidente ucraino ha tracciato una linea chiara, sostenendo che invitare solo una parte del paese nella NATO equivarrebbe a riconoscere che il resto non appartiene all'Ucraina.
L'adesione dell'Ucraina alla NATO è vista da Zelensky come un passo fondamentale per rafforzare la posizione del paese e dell'intera area euro-atlantica.




