La necessità di una legge nazionale sul fine vita
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Redazione Interno
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Giovanni Maria Flick, ex Guardasigilli e presidente emerito della Consulta, sostiene la necessità di una legge nazionale sul fine vita. Secondo Flick, le leggi regionali, invece di risolvere, a volte rischiano di complicare la situazione. Una legge nazionale, come richiesto dalla stessa Corte costituzionale, è assolutamente necessaria.
Il suicidio medicalmente assistito
Flick ritiene che sia necessaria una norma per regolare i casi di non punibilità del "suicidio medicalmente assistito", entro i limiti ristretti previsti dal pronunciamento della Corte del settembre 2019. Filomena Gallo, segretaria dell’associazione Coscioni, concorda con Flick e sostiene che il trattamento di sostegno vitale, se interpretato in senso restrittivo, è un requisito discriminatorio.
La questione di costituzionalità
La questione del fine vita torna alla Consulta, tra leggi regionali che spuntano e legge nazionale che stenta ad arrivare. Dopo il Veneto, anche la Lombardia prova a riprendere il testo dell’associazione Luca Coscioni. A Firenze, la gip Agnese Di Girolamo solleva una nuova eccezione di costituzionalità riguardante il caso di Marco Cappato, che due anni fa aveva accompagnato a morire in Svizzera Massimiliano, malato di sclerosi multipla. Il caso solleva nuove questioni sulla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale sul caso di dj Fabo per essere aiutato a morire in Italia.




