Khodorkovsky: "Putin ha bisogno della guerra, è una necessità"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La posizione di Khodorkovsky, che emerge da un colloquio dettagliato, è netta e si fonda su un'analisi spietata dell'evoluzione del leader del Cremlino. Secondo il dissidente, Vladimir Putin avrebbe abbandonato da tempo il pragmatismo che caratterizzava i suoi primi anni al potere, per abbracciare una logica in cui la guerra permanente diventa uno strumento di controllo politico essenziale. Questo conflitto, dunque, non sarebbe più solo una questione di ambizioni geopolitiche o di rivendicazioni storiche, ma si sarebbe trasformato in una necessità strutturale, un meccanismo attraverso il quale consolidare il potere e giustificare l'isolamento e le misure sempre più autoritarie all'interno della Russia stessa.

L'analisi di Khodorkovsky si inserisce in un dibattito internazionale particolarmente acceso, dove si moltiplicano gli allarmi su possibili escalation. Alcuni governi europei, come quello tedesco, hanno recentemente diffuso rapporti che ipotizzano scenari di attacco russo su larga scala entro pochi anni, alimentando un clima di ansia collettiva. Queste previsioni, tuttavia, vengono spesso lette attraverso due lenti opposte: da un lato quella di una propaganda che dipinge costantemente Mosca come una minaccia imminente, dall'altro la necessità di comprendere le reali intenzioni strategiche di un Paese sempre più imprevedibile. In questo quadro, le mosse di Trump, che talvolta sembrano voler sminuire il ruolo degli alleati europei definendoli "parassiti", aggiungono un ulteriore livello di complessità e incertezza, creando un gioco a tre dove le alleanze tradizionali sono sottoposte a uno stress senza precedenti.

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