Vannacci e la Russia, Foreman: “A Mosca viveva in un mondo parallelo”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il rapporto tra Vannacci e la Russia torna al centro dell’attenzione attraverso le parole di John Foreman, ex attaché militare britannico a Mosca, che descrive il generale come incapace di comprendere ciò che stava maturando alla vigilia dell’attacco all’Ucraina e gli attribuisce idee affini a quelle di Vladimir Putin. Il diplomatico ha raccontato anche un episodio preciso: mentre gli elementi raccolti dall’intelligence continuavano ad accumularsi, l’ufficiale italiano sosteneva che l’invasione non sarebbe avvenuta. Un giudizio che l’ex rappresentante militare britannico collega direttamente al periodo trascorso nella capitale russa.

Il racconto dell’ex attaché britannico prima dell’attacco all’Ucraina

Foreman conosceva da vicino il contesto nel quale si muoveva il suo pari italiano. Prima dell’incarico nella capitale russa era stato attaché militare anche a Kiev e si trovava quindi in una posizione privilegiata durante la fase che precedette l’offensiva del febbraio 2022. Nella sua ricostruzione, mese dopo mese aumentavano le prove fornite dall’intelligence, ma il generale continuava a escludere un intervento militare. Alla fine di gennaio, durante una conversazione tra i due, arrivò una frase netta: “John, dai, Mosca non invaderà l’Ucraina”. L’ex diplomatico britannico descrive quel periodo come una permanenza vissuta in un “mondo parallelo”, evocando anche il ristorante italiano preferito dal collega.

Il profilo di chi formula queste accuse comprende una lunga esperienza militare e diplomatica internazionale. Ex capitano della Royal Navy, ha prestato servizio anche in Italia e successivamente ha ricoperto incarichi negli Stati Uniti, presso la Nato e nell’Unione europea. Nel 2023 è stato decorato con l’Order of the British Empire. Il confronto tra i due assume così un rilievo particolare perché riguarda ufficiali che operavano nello stesso ambiente professionale, ma che avrebbero letto in maniera molto diversa i segnali provenienti dalla Russia nel periodo precedente alla guerra.

Dal libro autopubblicato all’ascesa politica e al ruolo di Wikipedia

Un altro filone riguarda la costruzione della notorietà politica del fondatore di Futuro Nazionale e ciò che accadde intorno alla pubblicazione di Il mondo al contrario. Il volume uscì in autopubblicazione su Amazon il 10 agosto 2023 e, nella ricostruzione proposta dallo stesso autore, inizialmente vendette soltanto poche centinaia di copie. La svolta sarebbe arrivata una settimana più tardi, quando Matteo Pucciarelli pubblicò su la Repubblica un articolo dedicato alle posizioni controverse contenute nel libro di quello che allora veniva descritto come un generale poco conosciuto dal grande pubblico. Quella data sarebbe poi diventata un riferimento anche nella narrazione politica successiva.

Il 17 agosto è stato infatti ribattezzato “Pucciarelli day” durante un intervento a RadioRadio, emittente romana, con un richiamo esplicito al giornalista che aveva firmato il primo approfondimento. Accanto alla versione di un successo nato casualmente dopo l’attenzione della stampa, sono emersi interrogativi su ciò che sarebbe avvenuto prima dell’uscita del volume e sul lavoro svolto attorno all’immagine pubblica del futuro esponente politico, compresa la presenza su Wikipedia. Gli approfondimenti citati pongono inoltre domande su una possibile regia precedente al libro, sui collaboratori coinvolti e su ambienti filorussi, senza che negli elementi riportati vengano forniti ulteriori dettagli conclusivi su tali aspetti.

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