Le dichiarazioni del giovedì a Balaton tra le pagelle di Martín e il realismo di Marquez

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le gomme degli ufficiali Aprilia e Ducati, reduci dal duello toscano del Mugello dove Marco Bezzecchi ha firmato il quarto sigillo stagionale (su sette gare, un ruolino che lascia poco spazio all’interpretazione), non hanno ancora avuto il tempo di raffreddarsi del tutto che il paddock della MotoGP è già stato rimontato, smontato e poi rimontato di nuovo a Balaton.

Qui, da domani e fino a domenica, andrà in scena la quarta edizione del Gran Premio d’Ungheria, un appuntamento che, pur essendo ormai consueto nel calendario, conserva ancora quel fascino particolare dato dalla sua giovane storia sul tracciato di 4,075 chilometri.

Secondo gli ingegneri Brembo, che per l’undicesimo anno consecutivo affiancano i team nella messa a punto degli impianti, questo circuito rientra a pieno titolo tra quelli mediamente impegnativi per i freni; una caratteristica che, complice la conformazione "stop and go" dell’asfalto, potrebbe rivelarsi decisiva nelle fasi concitate della gara.

Le due facce del favorito: chi temere e chi tenere d’occhio

Se si ascolta Jorge Martín, reduce dal doppio secondo posto conquistato in terra toscana (un risultato solido, sebbene lo spagnolo ammetta di non aver avuto il miglior feeling con la sua RS-GP), lo scenario del weekend appare piuttosto chiaro: sarà Marc Marquez l’uomo da battere. Il pilota dell’Aprilia Racing ha infatti spiegato ai giornalisti presenti in conferenza che, guardando alla prestazione dominante dello spagnolo dello scorso anno proprio su questo tracciato, c’è poco da girarci intorno – Marquez, nonostante tutto, parte in vantaggio.

E pensare che lo stesso Marquez, dalla sua postazione, ha subito provato a gettare acqua sul fuoco. Il campione del mondo in carica, alle prese con un recupero fisico ancora in salita dopo l’operazione alla spalla (quella che gli causava la fastidiosa compressione di un nervo e che ora richiede tempo per riguadagnare forza, specialmente nella zona anteriore), è stato lapidario: "Dimenticatevelo".

Fisico, ripartenze e l'effetto Mugello sui due rivali

Per Marquez, l’ipotesi di giocarsi la vittoria o anche solo il podio a Balaton, nel suo stato attuale, non è realistica se non in un'eventualità anomala, quella cioè in cui i rivali sbagliassero. È lui stesso a indicare Bezzecchi e Martín come i punti di riferimento assoluti del momento, molto più veloci e in una forma smagliante che non ammette confronti.

Martín, dal canto suo, ha rivendicato una condizione fisica che definisce tra le migliori della carriera, e ha sottolineato come il Mugello, nonostante la mancata vittoria, abbia rappresentato un’iniezione di fiducia decisiva per cancellare le incertezze delle settimane precedenti. Lo spagnolo individua ancora diverse aree in cui migliorare – in particolare la gestione del ritmo e la qualità del giro secco in qualifica – ma la convinzione di potersela giocare stabilmente ai vertici è tornata a pieno regime.

Bezzecchi, il dominio silenzioso e l’approccio alla gara ungherese

Marco Bezzecchi, l’attuale leader della classifica che arriva in Ungheria forte del suo successo al Mugello (il quarto su sette, una statistica che fa tremare i rivali), ha invece preferito concentrarsi sugli aspetti pratici del tracciato. Durante la conferenza del giovedì, il riminese ha sottolineato come Balaton sia l’esatto opposto del circuito toscano: molto più stretto, lento e fatto di continui cambi di direzione, impone un approccio completamente diverso.

L’anno scorso, ricorda Bezzecchi, la battaglia con Marquez e Acosta fu piacevole e combattuta; quest’anno l’obiettivo è costruire il weekend passo dopo passo, iniziando bene già dalle prove libere di venerdì. Una strategia conservativa ma decisa, quella del leader, che sa bene come in un campionato equilibrato come questo ogni dettaglio possa trasformarsi in un'arma a doppio taglio.

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