Giuseppina Di Foggia firma l’accordo con Terna: rinuncia ai 7,3 milioni in cambio della presidenza Eni
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Redazione Economia
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La partita, aperta ormai da diversi giorni e che aveva rischiato di trasformarsi in un caso politico, si chiude con un epilogo negoziato. Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna, ha sottoscritto l’accordo per la cessazione anticipata del rapporto di amministrazione e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dirigenziale. Il documento, ufficializzato nella giornata di oggi, sancisce la数据 fine del mandato dal prossimo 5 maggio 2026, prendendo atto – come si legge nella nota diffusa dalla società – che la manager non risulta inclusa in alcuna lista per la nomina del prossimo consiglio di amministrazione del gestore della rete elettrica. Si interrompe, dunque, il legame professionale che era iniziato il 9 maggio 2023, quando Di Foggia era stata eletta nell’ambito della lista di maggioranza presentata da Cdp Reti.
L’addio ai 7,19 milioni e la clausola sospensiva legata a Eni
Il nodo centrale della trattativa, quello che ha tenuto banco tra le stanze del governo e le sedi delle due società partecipate, era di natura economica. L’ingegnere, che per la posizione di direttore generale vantava un’indennità integrativa di fine rapporto precauzionalmente accantonata per un importo pari a 7.189.750 euro, vi rinuncerà ufficialmente. Questa rinuncia, però, non è assoluta ma subordinata a una condizione precisa: la nomina a presidente del consiglio di amministrazione di Eni. Una vera e propria clausola sospensiva che lega l’uscita da Terna all’approdo al vertice del colosso petrolifero, snodo cruciale per comprendere la natura dello scambio sottostante all’operazione. Per effetto di questo patto, l’azienda guidata da Giuseppina Di Foggia fino a pochi giorni fa non dovrà procedere con l’erogazione della maxi indennità, evitando così l’esborso milionario che aveva suscitato più di una perplessità negli ambienti governativi e sindacali.
Il trattamento di fine mandato e le quote azionarie della manager
Tuttavia, la risoluzione consensuale del rapporto non significa che la manager lascerà la società a mani vuote. Le carte in possesso dell’azienda chiariscono che per la carica di amministratore delegato, Di Foggia riceverà un trattamento di fine mandato pari a 108.750 euro lordi. Una somma che, per quanto ingente, appare simbolica se paragonata ai quasi 7,2 milioni accantonati per il ruolo dirigenziale. A questa cifra si aggiungeranno le normali competenze di fine rapporto e quanto maturato in relazione alla partecipazione ai sistemi di incentivazione di breve e lungo termine. Terna ha voluto sottolineare che tutto ciò avviene nel pieno e rigoroso rispetto della Politica di Remunerazione della società. Sul fronte delle partecipazioni azionarie, l’amministratore delegato uscente detiene 84.871 azioni di Terna, rivenienti dal Piano di Performance Share 2022.
Gestione commissariale affidata a Igor De Biasio
Con l’addio di Giuseppina Di Foggia che diventerà effettivo tra poco più di una settimana, Terna ha già messo a punto il piano di successione per non lasciare scoperto il vertice aziendale. Il presidente Igor De Biasio assumerà i poteri per la gestione immediata della società, raccogliendo il testimone con le stesse prerogative e gli stessi limiti che erano previsti per l’amministratore delegato. Un interim, quello del presidente, che durerà ufficialmente fino all’Assemblea dei soci convocata per il 12 maggio 2026, data nella quale si procederà al rinnovo degli organi sociali. Per questo periodo di reggenza, come ha precisato Terna per fugare ogni possibile dubbio su ulteriori lievitazioni dei costi, non sono previsti indennità o benefici aggiuntivi rispetto ai compensi già spettanti a De Biasio nella sua qualità di presidente del consiglio di amministrazione e del comitato sostenibilità, governance e scenari.




