Stellantis, a Termoli scatta un anno di solidarietà per i duemila dipendenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre il settore automotive continua a navigare in acque difficili, lo stabilimento Stellantis di Termoli, che impiega quasi duemila persone, si appresta a entrare in un nuovo, lungo periodo di contratti di solidarietà. L’accordo, che sarà operativo dal primo settembre 2025 fino al 31 agosto dell’anno successivo, è stato siglato dalla direzione aziendale con le organizzazioni sindacali Uilm, Fiom-Cgil e Fim-Cisl, e riguarderà l’intero sito produttivo.

Questo strumento, definito dalle stesse parti in causa come "difensivo", garantisce ai milleottocentoventitré lavoratori coinvolti la maturazione dei ratei, quali ferie, tredicesima e trattamento di fine rapporto, anche durante i mesi caratterizzati da un drastico calo dell’orario lavorativo. Una misura che, sebbene tuteli il potere d’acquisto dei salari in un momento di transizione, non basta a scongiurare le preoccupazioni per il futuro di uno stabilimento la cui sorte appare tutt’altro che definita.

In un clima di incertezza che i sindacati hanno etichettato come una "lenta agonia", è soprattutto il silenzio sull’annunciato progetto della Gigafactory a generare apprensione. L’impianto, che avrebbe dovuto riconvertire il sito verso la produzione di batterie per veicoli elettrici, era stato presentato a marzo 2022 da Acc (Automotive Cells Company), la joint venture paritetica tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies. Un investimento da due miliardi di euro, di cui una fetta – circa 370 milioni – proveniente dai fondi del Pnrr, finalizzato a realizzare una fabbrica da 40 GWh.

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