Le migliori scuole superiori italiane del 2025 secondo l'indagine Eduscopio
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Redazione Interno
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La classifica, pubblicata dalla Fondazione Agnelli dopo aver esaminato i percorsi di 1.355.000 diplomati provenienti da 8.150 istituti sparsi per la penisola, fotografa in modo dettagliato gli esiti universitari e lavorativi dei neodiplomati, offrendo una bussola preziosa, sebbene parziale, a chi si appresta a scegliere il proprio futuro dopo le medie. I dati, che fanno riferimento a tre anni scolastici consecutivi a cavallo della pandemia, sono stati analizzati da un team coordinato da Martino Bernardi e rivelano, tra le altre cose, una tendenza consolidata: le scuole che sperimentano il percorso quadriennale non riescono, al momento, a primeggiare nelle graduatorie di merito, fatto che alimenta un dibattito mai sopito sulla durata ottimale del ciclo di studi secondari.
Il primato assoluto di un liceo scientifico senza latino
A svettare in cima alla lista nazionale, con un punteggio pari a 94.45 centesimi, è il liceo scientifico delle scienze applicate “Giovanni Battista Ferrari” di Este, in provincia di Padova, istituto che, sostituendo lo studio del latino con quello dell’informatica, sembra aver centrato una formula vincente per preparare gli studenti agli atenei. La guida interattiva Eduscopio.it, consultabile online gratuitamente da undici anni, permette di incrociare parametri e distanze, mostrando come, spesso, l’eccellenza si trovi anche fuori dai grandi centri urbani, in quelle realtà che, pur non godendo di una visibilità mediatica costante, costruiscono con metodo percorsi didattici solidi. L’indagine, del resto, non si limita a stilare una semplice graduatoria ma fornisce una panoramica articolata per indirizzi di studio, consentendo di individuare, per ciascuna area geografica, i licei e gli istituti tecnici più performanti.
L'eccellenza distribuita sul territorio nazionale
Accanto al trionfo del liceo veneto, emergono con forza altri nomi che da anni rappresentano punti di riferimento nel panorama scolastico italiano, come gli istituti Agnesi, Rota, Greppi e Bachelet, ciascuno capace di distinguersi in ambiti specifici. La ricerca, che valuta principalmente i risultati accademici conseguiti dagli studenti nel primo anno di università e la loro velocità nel concludere gli esami, fornisce un parametro oggettivo, seppur limitato a chi prosegue gli studi, sul valore aggiunto che una scuola è in grado di offrire. Nel contempo, per chi invece punta a un inserimento più rapido nel mondo del lavoro, i dati evidenziano l’alto livello di alcuni istituti tecnici e professionali, i quali, a dispetto di pregiudizi ormai superati, formano figure tecniche molto richieste dal mercato, dimostrando che la qualità dell’istruzione non è appannaggio esclusivo dei percorsi liceali.
Il caso emblematico della regione Umbria
Una disamina regionale, prendendo ad esempio l’Umbria, chiarisce ulteriormente il metodo della fondazione: per i licei classici il migliore risulta essere il “Sesto Properzio” di Assisi, mentre per gli scientifici si impone il “Principe di Napoli”, sempre nello stesso comune. Se si sposta l’attenzione verso gli istituti che preparano a un immediato sbocco professionale, le classifiche vedono in vetta, a seconda degli specifici indirizzi, realtà come il Polo-Bonghi di Assisi, lo Spagna-Campani di Spoleto, l’Alberghiero di Assisi e il Salvatorelli-Moneta di Marsciano. Questa frammentazione della leadership, che assegna il primato a scuole diverse in base all’offerta formativa, sottolinea l’importanza di una scelta consapevole e informata, lontana dai facili campanilismi, e conferma l’utilità di uno strumento che, incrociando migliaia di dati amministrativi, aiuta a leggere una mappa complessa e in costante evoluzione.




