Guti e il dietrofront del Real: lo spogliatoio e il fallimento di Xabi Alonso
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Redazione Sport
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Giorni pesanti, infatti, per il Real Madrid, che ha bruscamente interrotto l’esperienza di Xabi Alonso dopo un avvio di stagione turbolento. L’analisi di Guti, rilasciata a DAZN e ripresa da diverse testate, getta una luce cruda sui motivi di un esonero tanto rapido quanto clamoroso, concentrandosi su un aspetto che spesso rimane nell’ombra: la dinamica interna dello spogliatoio. L’ex centrocampista, pur precisando di non aver vissuto in prima persona la quotidianità del gruppo sotto la guida del tecnico basco, ha sottolineato con chiarezza come un ambiente non sereno si ripercuota inevitabilmente sulla prestazione collettiva. “Quando uno spogliatoio non è a suo agio, non è contento dell’allenatore, si vede, e si nota molto non solo in allenamento, ma anche nelle partite”, ha affermato Guti, delineando un quadro di malessere percepibile che avrebbe minato alle fondamenta il progetto.
Un ciclo mai decollato
Arrivato nell’estate precedente con il prestigio conquistato in Germania alla guida del Bayer Leverkusen, Xabi Alonso non è mai riuscito a imporre il proprio stampo al club madrileno. Le ambizioni di lanciare un nuovo ciclo si sono scontrate, fin da subito, con una realtà complessa, fatta di attriti con la dirigenza e, soprattutto, con alcuni giocatori di lunga data e grande influenza all’interno del gruppo. Questi conflitti, alcuni dei quali divenuti di dominio pubblico, hanno impedito che le sue idee attecchissero su un roster di calciatori affermati e di non facile gestione, vanificando il lavoro sul campo e trasformando quell’avventura in un insuccesso annunciato.
La Supercoppa come ultimo atto
L’epilogo definitivo è arrivato con la finale di Supercoppa spagnola persa contro il Barcellona, una sorta di ultima spiaggia per confermare la propria credibilità. Quel ko, giunto dopo l’eliminazione dell’Atletico Madrid nel turno precedente, ha rappresentato il sigillo su un rapporto ormai compromesso, sancendo l’impossibilità di proseguire insieme. Raccogliere l’eredità di un allenatore come Carlo Ancelotti costituiva, d’altronde, una sfida immane, e l’ottimismo iniziale legato anche al passato da calciatore di Alonso nel club non ha retto alla prova dei fatti e delle dinamiche di un ambiente così esigente.
La successione e le prospettive
La panchina è così passata ad Arbeloa, chiamato a guidare la squadra in una fase di transizione. L’ex difensore, che vanta un profondo legame con la società, si trova ora a dover ricucire gli strappi e ridare unità a un collettivo che, secondo quanto rivelato dalle dichiarazioni di Guti, aveva mostrato chiari segni di insofferenza. La sua nomina segna una svolta, puntando su una figura che ben conosce l’ecosistema del Real Madrid, mentre per Xabi Alonso si apre un nuovo capitolo, con il suo nome già associato ad altri grandi club europei per la prossima stagione.




