Tensioni al Real Madrid: lo spogliatoio esplode dopo il ko, Alonso sotto esame
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Redazione Sport
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Un silenzio carico di tensione, rotto solo dal rumore di una bottiglia scagliata contro il muro, ha caratterizzato lo spogliatoio del Santiago Bernabéu dopo l’inattesa e bruciante sconfitta interna per 0-2 contro il Celta Vigo. La gara, che ha visto i Blancos inerti in attacco e vulnerabili in difesa, consegna infatti al Barcellona un vantaggio di quattro lunghezze in vetta alla classifica, un divario che suona come un macigno nelle ambizioni madridiste per il campionato. Il clima, già pesante per il rendimento in campo, è degenerato nel dopopartita, quando le proteste per alcune decisioni arbitrali contestate – che hanno portato anche all’espulsione di due giocatori – si sono trasformate in un acceso confronto interno, con accuse incrociate tra chi cercava alibi e chi invece rifiutava categoricamente qualsiasi giustificazione per una prestazione giudicata inaccettabile.
Lo scontro interno e le voci di frattura
Fonti vicine all’ambiente, che hanno chiesto di rimanere anonime, parlano di un acceso battibecco tra alcuni elementi della squadra, una lite le cui ragioni precise restano confinate tra le mura del Bernabéu ma che testimonia uno stato di nervosismo e frustrazione diffuso. A rendere ancor più pesante l’atmosfera, e ad alimentare le voci di una possibile frattura tra i calciatori e lo staff tecnico, è stata l’assenza dell’allenatore Xabi Alonso durante i primi, concitati momenti successivi alla gara, una scelta interpretata da molti come il segnale di un solco che si sarebbe creato in seno al gruppo.
La notte lunga dei dirigenti e la panchina in bilico
Proprio sul futuro del tecnico basco, subentrato a Carlo Ancelotti all’inizio della stagione, i vertici societari hanno tenuto una riunione che si è protratta fino a tarda notte, valutando con preoccupazione una situazione sportiva divenuta improvvisamente critica. La sconfitta con il Celta Vigo, di per sé, non avrebbe costituito l’episodio decisivo per decretare la fine della sua avventura sulla panchina madridista, ma ha indubbiamente fatto pendere l’ago della bilancia verso una condizione di fiducia meramente temporanea, come sottolineato con insistenza dalla stampa iberica. La tolleranza della dirigenza, infatti, appare ora legata a un filo, in attesa di un immediato e tangibile riscatto.
La Champions come unica via di salvezza
Tutto, o quasi, si giocherà dunque nella prossima sfida di Champions League, un testa a testa ad alto rischio contro il Manchester City in programma mercoledì. Quel match, ben più del recente passo falso in Liga, rappresenta l’esame vero per Xabi Alonso, l’ultima cartuccia a sua disposizione per riconquistare la fiducia persa e tentare di ricompattare uno spogliatoio che mostra crepe evidenti. La squadra, reduce da una prestazione opaca e divisa da tensioni interne, dovrà ritrovare una compattezza che al momento sembra venuta meno, sia in campo che fuori, per provare a salvare una stagione che rischia di deragliare precocemente.




