Borse europee in picchiata, l'ottimismo sull'intelligenza artificiale si incrina

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente, le quali hanno aperto la sessione in netto ribasso, continuano a scivolare senza trovare un punto di appoggio, aggravando anzi le perdite iniziali in un clima di generale incertezza. La frenata, che segue le performance negative registrate dai listini asiatici e da Wall Street, riflette un mutamento nel sentimento degli investitori, i quali devono fare i conti con un quadro macroeconomico statunitense non ancora chiaro, in attesa dei primi dati utili dopo il lungo shutdown e in vista dell’imminente riunione della Federal Reserve di dicembre. A pesare, in un contesto già di per sé fragile, è anche un dibattito che comincia a serpeggiare tra gli operatori: quello sulla possibilità di una crisi della crescita trainata dall’intelligenza artificiale, un settore fino a ieri considerato il motore indiscusso dei rialzi.

Il crollo di Milano e il pessimismo sulle banche

Piazza Affari, in particolare, si distingue in negativo con un calo che sfiora l’1,6%, trascinata in basso da vendite diffuse su tutti i settori, con le banche che figurano tra le realtà più colpite. La situazione milanese non è, peraltro, un’eccezione isolata, ma si inserisce in un trend continentale omogeneo: Francoforte, con il suo Dax, cede l’1,3%, Londra non se la passa meglio e Parigi, nonostante il nuovo piano a medio termine Act 2028 annunciato da Crédit Agricole – il cui titolo scivola comunque del 2% –, non riesce a invertire la rotta. L’indice EuroStoxx 50, che raccoglie i principali titoli dell’area euro, segna un pesante -1,4%, a conferma di una giornata nera che accomuna tutte le borse.

I settori più penalizzati e l’attesa per la Fed

Analizzando le performance per comparti, si osserva come le vendite abbiano colpito in modo trasversale, con alcuni che mostrano sofferenze maggiori: tra i più penalizzati, con perdite che si aggirano intorno al 2%, ci sono infatti il settore bancario, quello automobilistico, la tecnologia e le materie di base. L’unico a mostrare una tenuta, seppur in lieve rialzo, è quello farmaceutico, considerato da molti un rifugio in periodi di turbolenza. La mancanza di dati aggiornati dall’economia statunitense, causata dal più lungo shutdown della storia, alimenta la cautela, mentre le probabilità di un taglio dei tassi a dicembre da parte della Fed – stimate ora solo al 39,9% secondo il FedWatch Tool del Cme Group – appaiono sempre più remote, contribuendo a raffreddare ulteriormente gli animi.

Il fattore Asia e il nuovo scenario globale

La giornata negativa per l’Europa affonda le sue radici anche nelle performance dei mercati asiatici, con Tokyo che ha chiuso con un crollo del 32%, e in quelle di Wall Street della sessione precedente. Questi movimenti, che in poche settimane hanno completamente ribaltato le attese, segnalano come la fiducia degli operatori si stia rapidamente ridimensionando di fronte a uno scenario globale più complesso. L’euforia per le potenzialità dell’intelligenza artificiale, che per mesi ha sostenuto i rialzi, lascia dunque il posto a un più cauto realismo, mentre i listini, privi di spinte significative, continuano a navigare in acque agitate.

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