Anthropic verso la maxi-Ipo: i mercati prezzano oltre 2.000 miliardi di dollari
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Redazione Economia
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I trader attivi nei mercati delle criptovalute attribuiscono ad Anthropic una valutazione implicita superiore ai 2.000 miliardi di dollari, un valore che supera di oltre 1.000 miliardi la cifra riconosciuta alla società nell'ultimo round di finanziamento. La notizia arriva mentre gli investitori istituzionali attendono ancora la pubblicazione del prospetto S-1, il documento ufficiale che la società deve depositare presso la Securities and Exchange Commission prima di poter avviare la quotazione.
La società che ha sviluppato il modello Claude ha chiuso a fine maggio un round di Serie H da 65 miliardi di dollari, che aveva fissato una valutazione post-money di 965 miliardi. Si trattava già di un traguardo notevole per un'azienda fondata nel 2021 da Dario e Daniela Amodei, considerando che appena un anno prima la stessa società valeva 61,5 miliardi. Il balzo successivo, quello che ha portato i contratti derivati a prezzare un valore compreso tra 2.120 e 2.360 miliardi a seconda della piattaforma di negoziazione, riflette le attese degli operatori su quelli che saranno i numeri del prospetto e la domanda per il titolo una volta sbarcato sul listino.
A sostenere queste aspettative contribuiscono i dati sulla crescita del business. Il tasso di ricavi annualizzato ha superato i 65 miliardi di dollari alla fine di luglio, in netta accelerazione rispetto ai 47 miliardi registrati a maggio e ai 14 miliardi di inizio anno. La società ha comunicato a un ristretto gruppo di azionisti che il risultato operativo rettificato sarà positivo per il secondo trimestre consecutivo, un segnale rilevante per un settore nel quale i costi di addestramento dei modelli di frontiera assorbono risorse ingenti.
La combinazione tra l'aumento dei ricavi e il miglioramento dei margini, passati dal 38% di un anno fa a una forchetta compresa tra il 70% e l'85% sul fronte dell'inferenza, ha convinto gli investitori che la società stia iniziando a sfruttare la leva operativa dopo anni di investimenti massicci in capacità di calcolo.
Il motore commerciale dell'azienda è rappresentato quasi interamente dalle vendite alle imprese: circa il 75-85% dei ricavi proviene dalle chiamate API aziendali, un modello diametralmente opposto a quello di OpenAI, che genera la maggior parte delle proprie entrate dagli abbonamenti dei consumatori. Claude Code, lo strumento che consente agli sviluppatori di far leggere e modificare interi repository di codice al modello, è diventato il principale fattore di crescita.
Nel mercato dei modelli linguistici per le aziende, la quota di Anthropic ha raggiunto il 32%, superando il 25% del principale concorrente, mentre il 34,4% delle imprese americane paga per i suoi servizi contro il 32,3% che sceglie OpenAI.
La società ha depositato in forma riservata i documenti per la quotazione e ha scelto il Nasdaq come sede per il debutto, preferendolo al New York Stock Exchange. La decisione di optare per il listino tecnologico segue quella analoga compiuta da SpaceX a giugno e consente a una società di nuova quotazione di entrare potenzialmente a far parte dell'indice Nasdaq 100 con tempi più rapidi rispetto alle regole precedentemente in vigore. L'operazione, che secondo le stime degli analisti potrebbe raccogliere oltre 60 miliardi di dollari, sarebbe guidata da Goldman Sachs, JPMorgan e Morgan Stanley.
La finestra temporale indicata dagli addetti ai lavori per lo sbarco in Borsa è ottobre, anche se il calendario delle festività ebraiche, una riunione della Federal Reserve e l'approssimarsi delle elezioni di midterm di novembre potrebbero spingere la data più avanti.
Il mercato che esprime queste valutazioni resta tuttavia di dimensioni contenute rispetto al valore che pretende di misurare. I contratti perpetui negoziati su piattaforme come Hyperliquid e Binance registrano volumi giornalieri nell'ordine di pochi milioni di dollari e un interesse aperto complessivo che non supera le decine di milioni.
Heng Yu Lee, partner della società di market making DWF Labs, ha spiegato che il premio incorporato nei prezzi riflette le informazioni pubbliche disponibili, come le aspettative sui ricavi e la domanda prevista per il titolo, ma ha anche avvertito che in assenza di un prospetto pubblico non conviene fare troppo affidamento sui valori assoluti espressi da questi strumenti.
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