Bending Spoons debutta al Nasdaq, valutazione da 18,4 miliardi di dollari per l'ipo
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Redazione Economia
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La società tecnologica milanese Bending Spoons S.p.A. ha fatto il suo ingresso ufficiale sul mercato azionario statunitense, con le azioni che hanno iniziato a essere scambiate al Nasdaq il 1° luglio 2026. Il debutto, atteso dagli addetti ai lavori, rappresenta una tappa storica per il panorama imprenditoriale italiano, che da tempo non vedeva una quotazione di queste dimensioni. L'offerta pubblica iniziale è stata fissata a un prezzo di 29 dollari per azione, posizionandosi al di sopra della forchetta indicativa comunicata in precedenza, compresa tra 26 e 28 dollari.
Il titolo, che è partito con un'indicazione di apertura a 32 dollari, ha subito attirato l'attenzione degli investitori.
Numeri record per l'offerta pubblica iniziale
Secondo quanto riportato in sede di comunicazione ufficiale, l'operazione ha visto la movimentazione di circa 57,97 milioni di azioni ordinarie, generando un controvalore complessivo di 1,68 miliardi di dollari. Di queste, circa 34,4 milioni sono state emesse direttamente dalla società, mentre 23,6 milioni sono state cedute da alcuni azionisti esistenti che hanno colto l'occasione per monetizzare in tutto o in parte la loro partecipazione.
La valutazione complessiva dell'azienda, calcolata sulla base delle azioni in circolazione al prezzo di collocamento, ha raggiunto i 18,4 miliardi di dollari, un risultato che supera di gran lunga gli 11 miliardi di dollari stimati durante l'ultimo round di finanziamento privato del 2025. L'offerta è attualmente prevista in chiusura per il 2 luglio, salvo il verificarsi delle condizioni sospensive standard.
La strategia di crescita e il portafoglio di marchi
Fondata nel 2013 da un gruppo di imprenditori italiani, Bending Spoons ha costruito la propria fortuna su un modello di business ben preciso: l'acquisizione di piattaforme digitali in difficoltà, seguite da un'operazione di ristrutturazione profonda che punta a tagliare i costi e a incrementare i ricavi, spesso attraverso aumenti dei prezzi per gli abbonati.
Questa strategia, che il numero uno di Bending Spoons ha paragonato a un connubio tra la filosofia di Berkshire Hathaway e quella di un'azienda tech, ha permesso al gruppo di mettere insieme un parco di proprietà che include nomi celebri del web come AOL, Vimeo, Eventbrite, Evernote, WeTransfer e Brightcove. L'azienda ha dichiarato di aver portato a termine più di 50 operazioni di acquisizione e di tenere d'occhio una lista di oltre 1.000 potenziali obiettivi per future compravendite.
Performance finanziarie e prospettive di mercato
I documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission rivelano una crescita esponenziale del fatturato, passato da 387 milioni di dollari nel 2023 a 1,31 miliardi di dollari nel 2025, trainato in larga parte dai ricavi derivanti dagli abbonamenti. Lo slancio positivo è proseguito anche nel primo trimestre del 2026, con ricavi che hanno superato i 600 milioni di dollari e un utile netto di 27,5 milioni di dollari, invertendo la tendenza rispetto alle perdite registrate nello stesso periodo dell'anno precedente. Le banche d'affari internazionali Goldman Sachs, J.P.
Morgan e Allen & Company hanno agito in qualità di joint lead book-running manager per l'operazione, affiancate da un nutrito consorzio di istituti di credito che comprende anche nomi italiani come Intesa Sanpaolo e UniCredit. Il debutto di Bending Spoons arriva in un momento di forte attività per le ipo americane, con il mercato che nei primi sei mesi del 2026 ha già registrato raccolte record.




