Bending Spoons sbarca al Nasdaq con un'Ipo da 18,4 miliardi di dollari
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Redazione Economia
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C'è anche un pezzo di Italia, e non certo trascurabile, tra le Ipo più attese dell'anno negli Stati Uniti. La milanese Bending Spoons, ormai un colosso digitale grazie al suo portafoglio di oltre cinquanta applicazioni che annovera marchi del calibro di Evernote, WeTransfer, Vimeo, Eventbrite e persino il portale storico Aol, ha fatto il suo ingresso ufficiale sul Nasdaq, il listino tecnologico per eccellenza.
La valutazione complessiva, considerando le azioni in circolazione, ha raggiunto la cifra di 18,4 miliardi di dollari, un numero che da solo racconta l'importanza dell'operazione e la portata di un gruppo che negli ultimi anni ha completamente ridisegnato il suo profilo e la sua strategia a livello globale.
I dettagli dell'operazione e il prezzo dell'offerta
Il debutto ufficiale, avvenuto il 1° luglio, è stato preceduto dalla definizione del prezzo dell'offerta pubblica iniziale, fissato a 29 dollari per azione. Un dato superiore alla forchetta iniziale di 26-28 dollari che era stata comunicata in precedenza. La raccolta complessiva derivante dalla vendita di circa 58 milioni di azioni ordinarie ha generato un controvalore di 1,68 miliardi di dollari.
Nello specifico, di queste, 34,4 milioni di azioni sono state offerte direttamente dalla società milanese, mentre 23,6 milioni di azioni sono state cedute da alcuni azionisti esistenti, che hanno così colto l'occasione per monetizzare parzialmente il proprio investimento. La domanda per l'Ipo è stata molto più alta dell'offerta disponibile, segno di un interesse concreto da parte del mercato, e la chiusura dell'offerta, subordinata alle condizioni sospensive, è prevista per il 2 luglio.
L'exploit del primo giorno di trading
Il vero test per Bending Spoons, tuttavia, è iniziato con il rintocco della campanella a Wall Street. E la risposta del mercato, occorre dirlo, è stata più che positiva. Il titolo, identificato dal ticker BSP, ha chiuso la prima seduta a 40,50 dollari, mettendo a segno un balzo del 39,7% rispetto al prezzo di collocamento.
Una performance che ha proiettato la capitalizzazione di Bending Spoons ben oltre i 25 miliardi di dollari, consolidando la fiducia degli investitori nella strategia dell'azienda guidata dall'amministratore delegato Luca Ferrari, che insieme ai tre cofondatori ha visto rivalutare in modo esponenziale le proprie partecipazioni.
La strategia industriale e i conti
Alla base di questa scalata c'è un modello di business che ha saputo distinguersi nel panorama tecnologico. Bending Spoons, come ha spiegato più volte il suo vertice, agisce con il metodo del turnaround: acquisisce piattaforme digitali con un solido bacino di utenti ma in difficoltà o in fase di stagnazione, per poi ristrutturarne i costi, ottimizzarne le operazioni e rilanciarne la redditività.
I numeri esposti nel prospetto dell'Ipo confermano l'efficacia di questa strategia; nel 2025, Bending Spoons ha registrato ricavi per 1,31 miliardi di dollari, una crescita del 95% rispetto all'anno precedente, con un margine operativo che ha raggiunto il 21%. Questa capacità di generare valore, nonostante un leggero rosso di bilancio dovuto agli ingenti oneri finanziari e alle spese di ristrutturazione, è il biglietto da visita che l'azienda italiana ha portato sul mercato più esigente del mondo.




