Qatargate, nuove richieste di revoca dell’immunità per Moretti e Gualmini

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A distanza di oltre due anni dall’esplosione del caso Qatargate, l’inchiesta che ha scosso il Parlamento europeo continua a far discutere, con sviluppi che riportano alla luce interrogativi mai sopiti. La procura federale belga, dopo aver raccolto una mole significativa di prove — tra cui i verbali di Antonio Panzeri, ex eurodeputato e figura centrale nello scandalo, e le conversazioni telefoniche intercettate — ha formalmente richiesto la revoca dell’immunità parlamentare per le eurodeputate del Partito Democratico Alessandra Moretti ed Elisabetta Gualmini. Sebbene non siano ufficialmente indagate, le due hanno preferito autosospendersi dal gruppo dei Socialisti e Democratici, dichiarandosi “estranee alle accuse”.

Il caso, emerso nel dicembre 2022, aveva inizialmente fatto temere un terremoto politico di proporzioni epocali, con decine di europarlamentari accusati di aver accettato tangenti per favorire gli interessi del Qatar — e forse anche del Marocco — a discapito di quelli dell’Unione europea. Tra i dettagli più eclatanti, i prelievi di contanti effettuati dall’ambasciata del Qatar in Belgio, che hanno alimentato sospetti e fornito riscontri concreti alle indagini. Nonostante il clamore iniziale, il Qatargate è sembrato per mesi scivolare nell’oblio, complice anche la complessità delle procedure giudiziarie e la difficoltà di coordinare le indagini tra diversi Paesi.

Ora, però, l’inchiesta sembra riprendere slancio. La procura belga ha annunciato di aver raccolto “nuovi elementi di indagine”, che saranno depositati nelle prossime udienze istruttorie. Tra questi, spiccano gli incroci tra le dichiarazioni di Panzeri — che ha collaborato con la giustizia belga nell’ambito di un accordo di “pentitismo” — e le prove emerse dalle intercettazioni telefoniche. Questi elementi, secondo fonti vicine all’indagine, potrebbero gettare nuova luce sui rapporti tra alcuni parlamentari europei e i Paesi del Golfo.

Moretti e Gualmini, pur non essendo formalmente indagate, si trovano ora al centro di un nuovo capitolo della vicenda. La prima, politologa di formazione e già attiva in Emilia-Romagna, è stata eletta al Parlamento europeo nel 2019, mentre la seconda, ex assessore regionale in Veneto, è entrata a Bruxelles nel 2014. Entrambe hanno sempre negato qualsiasi coinvolgimento nello scandalo, ma la richiesta di revoca dell’immunità — se approvata — potrebbe aprire la strada a ulteriori sviluppi giudiziari.

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