Lo scontro in tv tra Caterina Balivo ed Evelina Sgarbi: “Mio padre un involucro vuoto, portato in giro come un brand”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il salotto pomeridiano di Rai Uno, che spesso si trasforma in un palcoscenico di conflitti familiari più o meno mediati dalla regia, ha ospitato ieri un confronto tesissimo destinato a lasciare il segno. Ospite della conduttrice quarantaseienne, la giovane Evelina Sgarbi, ventisei anni, ha utilizzato parole di una durezza impressionante per descrivere le condizioni attuali del padre, il celebre critico d’arte Vittorio Sgarbi, il quale, come mostrano anche le ultime fotografie diffuse lo scorso maggio, appare visibilmente invecchiato e provato.

Nel dettaglio, la figlia ha raccontato la sua personale e sofferta battaglia legale, ovvero la richiesta di un amministratore di sostegno presentata al tribunale civile, sostenendo che il genitore non sarebbe più in grado di badare a se stesso, né di gestire i propri interessi.

"Non c'è mai stato un allontanamento da lui come persona", ha ci tenuto a precisare subito Evelina, respingendo al mittente le accuse di voler lucrare sul patrimonio paterno, salvo poi aggiungere che, dopo l'insorgere dei problemi di salute dell'uomo, la situazione si sia ribaltata facendola passare agli occhi del pubblico come la "figlia interessata solo ai soldi".

L’accusa di essere un “involucro vuoto”

Secondo il racconto della ventiseienne, e qui sta il punto più aspro del contendere, il padre sarebbe circondato da persone che lo manipolerebbero e lo plagerebbero, riducendolo a un semplice contenitore privo di volontà. "Basta avere occhi per vedere le ultime uscite", ha tuonato la ragazza, "lo portano in giro come fosse un brand, un cognome che continua a funzionare".

Una metafora, quella del marchio commerciale, che lascia intendere come secondo lei l’entourage del critico stia lucrando sulla sua immagine, approfittando di una mente che non sarebbe più lucida: "Lui non ragiona più con la sua testa", ha insistito, arrivando a definirlo un "involucro vuoto", privato persino del telefono e dell'agenda, impossibilitato a contattare chiunque.

Al centro del suo intervento c’è la ferma convinzione che l’uomo, ormai settantaquattrenne e fragile, sia facilmente manipolabile e che, pertanto, la sua azione legale (l’istanza per l’amministratore di sostegno respinta dal tribunale nel dicembre scorso, che ha però richiesto una super perizia medica) fosse l’unica strada per tutelarlo.

La replica perentoria di Caterina Balivo

Impossibile per la conduttrice rimanere in silenzio di fronte a queste affermazioni, e infatti la reazione di Caterina Balivo non si è fatta attendere, anzi, è stata fulminea e decisa. Con un filo di voce teso e l’indice puntato per enfatizzare il concetto, la padrona di casa ha fermato l’ospite sul nascere: "È ingeneroso!", ha esclamato, utilizzando un termine che in questo contesto suona come un giudizio morale pesantissimo.

Balivo ha provato a stemperare la durezza di quelle parole, sottolineando come, a suo avviso, i comportamenti che il critico d’arte sta mettendo in atto (le uscite pubbliche, la volontà di mostrarsi) non siano frutto di un plagio, ma il tentativo disperato di un uomo malato di tornare a essere quello di prima. "Le malattie mentali sono terribili", ha ribadito la conduttrice, contestando la narrazione della figlia perché, ha aggiunto, isolare il padre o impedirgli di vedere le persone che lo circondano non serve a nulla, anzi, lo danneggia.

Il braccio di ferro dialettico si è fatto serrato quando Balivo ha incalzato la giovane Sgarbi, chiedendole perché, se è così preoccupata e convinta che il padre sia ridotto male, non si sia mai presentata agli eventi pubblici dove lui era ospite per sincerarsi di persona.

Il confronto sulla distanza e le motivazioni

La domanda della conduttrice, secca e precisa ("Perché una persona giovane e intraprendente come te non è mai andata a trovarlo in questi eventi?"), ha messo in difficoltà l’ospite, che ha tentato di controbattere parlando ancora di "plagio" e di difficoltà insormontabili nel contattare il genitore, privo com’è di mezzi tecnologici. "Lo portano in giro come un involucro vuoto, se volesse sentirmi lo farebbe", ha ribadito Evelina, sottolineando che non è lei a non voler vedere il padre, ma che qualcuno lo tiene lontano.

Tuttavia, Caterina Balivo non ha gradito nemmeno questa difesa, insistendo sul fatto che definire l’uomo un "brand" sia una mancanza di rispetto verso una persona malata che sta "lottando". La tensione è rimasta altissima per tutta la durata del segmento, con la figlia del critico che si è difesa dalle accuse di essersi allontanata ("Non abbiamo litigato", ha detto), ribadendo che il suo è un atto d’amore, non una resa dei conti.

Al termine del botta e risposta, non c’è stata una vera riconciliazione, ma solo la conferma di una spaccatura profonda: da un lato una figlia che vede un padre ridotto a pupazzo nelle mani di estranei, dall’altro una conduttrice che legge in quelle parole un'accusa ingenerosa verso un uomo fragile che cerca disperatamente di aggrapparsi alla normalità.

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