Galvagno, la sorella e i milioni pubblici: l’affare che scuote l’Ars

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea regionale siciliana e uomo di punta di Fratelli d’Italia, non ha portato con sé solo i suoi stretti collaboratori nella gestione del potere. Tra le intercettazioni del nucleo di polizia economico-finanziaria emergono anche i nomi della sorella Giorgia e della cugina Martina, introdotte nella cerchia di Marcella Cannariato, meglio nota come lady Dragotto. Imprenditrice e vicepresidente della fondazione Dragotto, Cannariato è al centro delle indagini per il flusso di denaro pubblico destinato a eventi e manifestazioni legate a Galvagno.

La galassia di relazioni che ruota attorno al presidente dell’Ars – già indagato per corruzione – si allarga a una vera e propria nomenklatura di collaboratori: cinquanta in due anni e mezzo, secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza. Tra questi spicca Sabrina De Capitani, portavoce e “braccio operativo” di Galvagno, definita una delle donne più influenti della Sicilia. Dalle telefonate intercettate, emerge un sistema in cui fondi regionali venivano dirottati verso iniziative di interesse elettorale, come la mostra fotografica organizzata al festival di Cannes, oggetto di scrutinio da parte della Corte dei Conti.

«Io vorrei che la Fondazione Federico II – di cui Galvagno è presidente – fosse la capofila di tutti gli eventi per Agrigento Capitale della cultura», spiegava De Capitani all’imprenditore Nuccio La Ferlita, in una conversazione che lascia intravedere la logica del “do ut des”. Una macchina ben oliata, quella descritta dagli investigatori, in cui i soldi pubblici servivano a consolidare reti di consenso.

Non mancano i retroscena giudiziari: dopo il sequestro del telefono, De Capitani avrebbe confidato a un collaboratore che «il presidente è agitatissimo». Intanto, la Procura regionale della Corte dei Conti sta esaminando i movimenti finanziari legati a manifestazioni costate milioni, mentre la magistratura palermitana approfondisce il ruolo di Marianna Amato, tra le figure coinvolte nel filone corruttivo.

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