Incendio a Fiumicino, fiamme e fumo nero in un deposito di rifiuti: allarme per la qualità dell’aria

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una densa colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, ha segnato l’inizio della giornata a Fiumicino, dove nella mattinata di lunedì 7 luglio un vasto incendio è divampato in un’area adibita al trattamento dei rifiuti. Le fiamme, sviluppatesi in via della Corona Boreale, alle spalle del centro commerciale Da Vinci, hanno coinvolto capannoni della ditta Paoletti Ecologia, che si occupa di compostaggio e smaltimento di materiali. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenute squadre della Protezione civile e della polizia locale per contenere i danni, mentre l’opposizione ha sollecitato un immediato intervento dell’Arpa per valutare i rischi per la salute pubblica.

Già nelle prime ore dell’alba, intorno alle 3, era stato segnalato un principio di incendio, poi rientrato, ma verso le 8 le fiamme si sono propagate con maggiore intensità, alimentate probabilmente dai materiali infiammabili stoccati nell’area. La zona colpita, vicina ai centri commerciali Parco Leonardo e Da Vinci, è stata interessata da un’enorme nube tossica, che ha allarmato i residenti di Roma Sud, dove il fumo è stato avvistato senza difficoltà.

Ezio Di Genesio Pagliuca, capogruppo del Pd, ha chiesto un monitoraggio urgente della qualità dell’aria, sottolineando la necessità di "effettuare misurazioni sia a Parco Leonardo che a Le Vignole per escludere la presenza di sostanze pericolose". L’incidente si inserisce in un contesto già teso, considerato che solo venerdì scorso un distributore di benzina era esploso nella Capitale, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza e la gestione del territorio.

Mentre le operazioni di spegnimento proseguono, resta da chiarire l’origine del rogo, che al momento non sembra aver causato vittime. Quello che preoccupa, oltre ai danni materiali, è l’impatto ambientale: i depositi coinvolti contenevano rifiuti e materiali organici, la cui combustione potrebbe aver rilasciato sostanze inquinanti. Le autorità, tuttavia, non hanno ancora diffuso dati ufficiali sulla composizione del fumo, lasciando spazio a interrogativi sulla reale entità del rischio.

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