Euphoria 3 con Zendaya e Sydney Sweeney, i maschi in crisi di Machos Alfa 5: le serie tv da vedere questa settimana
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Da giovani adulti ad adulti giovani, tornano i protagonisti di uno dei teen drama più forti e discussi dei Duemila. Euphoria 3, la serie che ha lanciato Zendaya, Sydney Sweeney e Jacob Elordi – i quali nel frattempo sono diventati delle star mondiali del cinema – riparte esattamente da dove li avevamo lasciati, ma con un’età anagrafica che non è più quella del liceo. Cinque anni dopo gli eventi della seconda stagione, Rue, Cassie e Nate si trovano a fare i conti con le conseguenze (spesso tragiche) delle loro ossessioni giovanili, in un contesto narrativo che abbandona le aule scolastiche per abbracciare paesaggi desertici e atmosfere cupe. La terza stagione, basata sull’omonima produzione israeliana firmata da Ron Leshem e Daphna Levin, debutta in contemporanea mondiale su Sky, HBO Max e in streaming su NOW da lunedì 13 aprile, con otto episodi che promettono di chiudere (o forse no) il cerchio di uno dei fenomeni pop più controversi del decennio.
L’addio di Labrinth e la colonna sonora western di Hans Zimmer
Non c’è solo la trama ad accendere i riflettori su questo ritorno, perché dietro le quinte di Euphoria 3 si è consumata una vera e propria scissione artistica. Il musicista Labrinth, artefice delle iconiche basi musicali delle prime due stagioni, ha infatti chiarito una volta per tutte il suo punto di vista in merito alla decisione di non partecipare ai nuovi episodi. Attraverso una dichiarazione pubblicata tra le sue storie Instagram, l’artista britannico ha messo nero su bianco un concetto molto duro: “Non permetto alle persone di trattarmi male”. Labrinth ha rimosso tutta la musica che aveva già inserito nella serie, specificando che, sebbene con la HBO i rapporti siano rimasti “cool”, ci sono stati dei comportamenti negativi – probabilmente legati alla visione del creatore Sam Levinson – che lo hanno spinto a prendere le distanze. Al suo posto, a firmare la colonna sonora di questa terza stagione, troviamo il premio Oscar Hans Zimmer, il quale ha sposato la richiesta di Levinson di realizzare musiche ispirate al western hollywoodiano vecchio stile, abbandonando le radici pop che caratterizzavano il sound originario.
Il salto temporale e le nuove dinamiche criminali
Chi si aspettava una semplice continuazione delle bravate liceali dovrà ricredersi, perché la sceneggiatura di Sam Levinson compie un salto in avanti decisivo. I protagonisti, usciti dal tunnel dell’adolescenza, si trovano ora catapultati in un mondo di responsabilità adulte, spesso schiacciate dal peso di scelte sbagliate. Rue, interpretata da Zendaya, non è più la ragazza disorientata di ieri: il suo percorso di redenzione si intreccia pericolosamente con una carriera da corriere della droga tra Messico e Stati Uniti, portandola a dover fronteggiare le ire di una spietata trafficante (Laurie) a cui deve dei soldi. Accanto a lei, troviamo una Cassie (Sydney Sweeney) che ha trasformato il bisogno di essere desiderata in una professione legata alla creazione di contenuti per adulti, mentre Nate (Jacob Elordi) e Cassie risultano ora sposati, in una relazione tossica che sembra essersi cristallizzata in una routine quotidiana. Maddy, dal canto suo, si muove in un ambiente più patinato e hollywoodiano, mentre Jules frequenta una scuola d’arte, e Lexi entra nel mondo della scrittura televisiva.
Machos Alfa 5: la disfatta della mascolinità tradizionale
Se da un lato Euphoria esplora il lato oscuro della crescita, dall’altro lato dell’offerta seriale settimanale troviamo una commedia che fa della decostruzione dei generi la sua bandiera, seppur in chiave ironica. Machos Alfa 5, la serie dei fratelli Caballero, torna su Netflix (dal 17 aprile) per raccontare il naufragio totale dei suoi quattro protagonisti maschili di fronte alla realtà. Dopo aver tentato di reinventare la loro mascolinità, Santi, Pedro, Luis e Raúl si scontrano con divorzi dolorosi, battaglie per le custodie dei figli, ipoteche schiaccianti e persino una comune chiamata “Pacto Patriarcal, S.L.”, concepita come un grande piano maestro per tentare di essere felici tra amici. Nel cast, tornano Fernando Gil, Gorka Otxoa, Fele Martínez e Raúl Tejón, mentre dall’altra parte della barricata, Luz, Daniela ed Esther – interpretate rispettivamente da María Hervás, Kira Miró e Paula Gallego – si lanciano in un’esplorazione altrettanto disperata della femminilità, passando attraverso appuntamenti infami, un improbabile OnlyFans dedicato ai piedi e un vero e proprio ritiro per il “recupero” della propria essenza femminile. Una fotografia impietosa, quella spagnola, che con sei episodi diretti da Laura Caballero continua a dimostrare come la guerra tra i sessi, almeno in tv, sia ancora apertissima e senza esclusione di colpi.




