Dacia aggiorna la gamma per il 2026: più potenza per spring, novità ibride per sandero e jogger
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Redazione Economia
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L’offensiva di prodotto pianificata da Dacia per il 2026 si concretizza in un aggiornamento trasversale che investe i modelli cardine della sua gamma, dai city-car alle familiari, passando per il SUV compatto. L’obiettivo dichiarato, e che si evince dalle scelte tecniche, rimane quello di offrire soluzioni razionali senza inseguire mode passeggere, ma il salto in termini di contenuti tecnologici e di efficienza, rispetto al passato anche recente, è oggettivamente marcato. Le novità, che interessano Dacia Sandero, Dacia Jogger, Dacia Duster e la city-car elettrica Dacia Spring, seguono un filo conduttore preciso: l’elettrificazione leggera, l’incremento delle prestazioni dei motori e un focus sempre più spinto sulla sostenibilità pratica dei materiali, come dimostra l’utilizzo diffuso del compound Starkle, quel materiale composito che integra plastica riciclata e che non necessita di verniciatura, limitando così l’impatto estetico di graffi e urti della vita quotidiana.
Un salto di potenza per la elettrica spring e novità sotto il cofano
Il restyling del 2026 porta con sé una delle evoluzioni più significative per il modello a batteria della casa, la Dacia Spring. L’intervento più sostanziale riguarda il comparto motori, dove i precedenti propulsori da 45 e 65 CV lasciano il posto a due nuove unità da 70 CV e 100 CV, un incremento di potenza che, secondo i dati dichiarati, migliora sensibilmente la ripresa tra gli 80 e i 120 km/h, con un guadagno fino al venti per cento. A supportare questa nuova cavalleria arriva una batteria da 24,3 kWh che, per la prima volta nel Gruppo Renault, adotta la chimica litio-ferro-fosfato (LFP), una tecnologia che promette maggiore longevità e sicurezza termica a costi ottimizzati. Sul fronte dell’efficienza, gli interventi non si limitano alla batteria: l’aerodinamica è stata migliorata grazie a carenature sotto la scocca e a un nuovo alerone, mentre la dinamica di guida beneficia dell’introduzione di una barra stabilizzatrice, di serie su tutte le versioni, e di nuovi setting per ammortizzatori e molle che aumentano la stabilità in curva. Parallelamente, anche i modelli termici della famiglia subiscono un’importante evoluzione meccanica. La motorizzazione Eco-G 120, disponibile per Sandero e Sandero Stepway, vede crescere la potenza a 120 CV e, grazie a serbatoi per il GPL di capacità maggiorata, l’autonomia combinata può toccare punte di quasi 1600 chilometri nel ciclo WLTP, un dato che riconferma la vocazione al risparmio senza pensieri.
Il duster si fa complesso: ibrido, 4x4 e cambio automatico
Il Duster, vero pilastro della gamma, si presenta come il modello in cui la complessità tecnica raggiunge il suo apice. La novità assoluta è rappresentata dalla variante Hybrid-G 150 4x4, una soluzione tecnica inedita che combina un motore termico 1.2 turbo mild-hybrid da 140 CV sull’asse anteriore, abbinato a un cambio automatico a doppia frizione, con un motore elettrico da 31 CV posizionato sull’asse posteriore dotato di un proprio cambio a due rapporti. Questo schema consente una gestione intelligente della trazione integrale, che può operare anche in modalità puramente elettrica sull’asse posteriore fino a 140 km/h, garantendo non solo capacità in off-road, con angoli di attacco e di uscita migliorati e una altezza da terra di 217 mm, ma anche efficienza nei contesti urbani, dove la percorrenza in elettrico può arrivare a coprire fino al sessanta per cento del tempo di guida a bassa velocità. Il sistema, gestibile tramite un selettore di guida che conta ben cinque modalità (Auto, Eco, Snow, Mud/Sand e Lock), dimostra come Dacia stia articolando la propria offerta per rispondere a esigenze d’uso anche molto diversificate, senza però rinunciare alla concretezza che contraddistingue il marchio. La capacità di abbinare il GPL a un sistema così complesso rappresenta poi un unicum nel panorama automobilistico europeo.
Design essenziale e materiali innovativi per gli interni
Sul piano stilistico e degli interni, gli aggiornamenti proseguono sulla linea della funzionalità già tracciata con la terza generazione del Duster e recentemente applicata anche al restyling di Sandero e Jogger. La firma luminosa a Y, ormai un marchio di fabbrica, caratterizza i gruppi ottici anteriori e posteriori, mentre all’interno l’attenzione si concentra sul sistema di infotainment con display da 10,1 pollici e sulla connettività wireless per Android Auto e Apple CarPlay. L’elemento distintivo, però, è la diffusione del materiale Starkle, visibile nelle protezioni dei passaruota, nei paraurti e in alcuni dettagli della carrozzeria: l’effetto granulare volutamente a vista non è solo una scelta estetica, ma una dichiarazione di intenti sulla durabilità e sulla riduzione degli sprechi, dato che elimina la fase di verniciatura e integra materiale riciclato al venti per cento. All’interno, l’introduzione del sistema modulare YouClip, con punti di aggancio sparsi nell’abitacolo e nel bagagliaio per fissare accessori, borse o supporti, conferma la volontà di personalizzare lo spazio in modo pratico e a basso costo. La plancia, pur mantenendo plastiche rigide per ragioni di contenimento dei prezzi, guadagna in ergonomia e chiarezza visiva, con strumentazione digitale e comandi fisici per la climatizzazione che restano di facile intuizione.




