Stefano Conti è libero: crollano le accuse dopo 423 giorni di carcere a Panama
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Redazione Interno
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Stefano Conti, il trader brianzolo di 40 anni detenuto per oltre un anno nel carcere di massima sicurezza di La Joya a Panama, è stato finalmente assolto. Arrestato il 15 agosto 2022 con l’accusa di tratta di esseri umani a scopo sessuale, Conti ha vissuto 423 giorni di detenzione in attesa di un verdetto che, alla fine, ha ribaltato le sorti del caso. Il tribunale panamense ha stabilito che “il fatto non sussiste”, chiudendo un capitolo giudiziario che aveva tenuto in sospeso non solo l’uomo, ma anche le istituzioni italiane che lo hanno sostenuto.
Le accuse, che inizialmente sembravano gravissime, si sono rivelate infondate dopo che le presunte vittime hanno ritrattato le loro dichiarazioni, ammettendo di aver subito pressioni da parte della polizia locale. Questo dettaglio, emerso durante il processo a Panama City, ha contribuito a far crollare l’intero impianto accusatorio, portando alla piena assoluzione di Conti. L’uomo, che rischiava una condanna fino a 30 anni di reclusione, potrà ora riprendersi la sua vita, anche se dovrà attendere fino al 4 aprile per questioni burocratiche prima di fare ritorno in Italia.
La vicenda, che ha visto l’impegno diretto della diplomazia italiana, è stata definita dall’onorevole Andrea Di Giuseppe, parlamentare di Fratelli d’Italia, come “una vittoria per l’Italia”. Di Giuseppe, raggiunto telefonicamente, ha sottolineato come il caso di Conti rappresenti un esempio di come il sostegno delle istituzioni nazionali possa fare la differenza in contesti internazionali complessi. “L’Italia conta di nuovo”, ha dichiarato, evidenziando il ruolo cruciale svolto dalle autorità italiane nel seguire il caso e nel garantire che i diritti di un cittadino all’estero fossero tutelati.
La detenzione di Conti, iniziata nell’agosto 2022, ha attirato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica, soprattutto dopo le prime indiscrezioni sulle presunte irregolarità nelle indagini. Le accuse di tratta di esseri umani, che avrebbero potuto portare a una condanna esemplare, si sono rivelate un castello di carte, crollato sotto il peso delle testimonianze ritrattate e delle pressioni esercitate sulle presunte vittime. Un episodio che ha messo in luce non solo le difficoltà legali affrontate da Conti, ma anche le criticità del sistema giudiziario panamense.




