Fosse Ardeatine, l’82° anniversario della strage: Mattarella al Mausoleo, letti i nomi delle 335 vittime
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Redazione Interno
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Si è svolta questa mattina a Roma, presso il Mausoleo delle Fosse Ardeatine, la cerimonia di commemorazione per l’82esimo anniversario dell’eccidio perpetrato dalle truppe naziste il 24 marzo del 1944. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha reso omaggio ai caduti, giungendo nel luogo simbolo della Resistenza romana accolto da un picchetto d’onore per poi deporre una corona d’alloro. Accanto al Capo dello Stato, le più alte cariche istituzionali: il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, a testimonianza di una partecipazione che unisce, nel ricordo, i vertici dello Stato.
Il rituale della memoria e il riconoscimento ai caduti delle forze dell’ordine
Nel corso della solenne cerimonia, come vuole la tradizione consolidatasi negli anni, sono stati letti ad alta voce i nomi di tutte le 335 vittime, un elenco che restituisce la portata immane di quella rappresaglia voluta dai comandi tedeschi dopo l’attentato partigiano di via Rasella. Tra i presenti, in rappresentanza delle istituzioni preposte alla sicurezza, figurava il capo della Polizia, Vittorio Pisani, il quale si è avvicinato alle tombe per rendere omaggio in particolare a due poliziotti uccisi in quella strage: Pietro Ermelindo Lungaro e Maurizio Giglio, figure che rappresentano il sacrificio anche tra le fila degli appartenenti alle forze dell’ordine. Il capo della Polizia ha deposto un mazzo di fiori, sottolineando, con questo gesto, la continuità tra il sacrificio di allora e il senso dello Stato di oggi.
Istituzioni e familiari nel sacrario ardeatino
La cerimonia ha visto la partecipazione attiva dei familiari delle vittime, la cui presenza annuale rappresenta il filo conduttore più autentico per non disperdere la memoria di quello che fu uno dei capitoli più tragici della storia nazionale. Assieme a loro, oltre ai vertici delle forze armate, anche il presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri (ANFIM), Francesco Albertelli, che ha condiviso il momento di raccoglimento accanto al Capo dello Stato. Dopo la deposizione della corona, Mattarella si è recato all’interno del Sacrario per una sosta privata, dove ha firmato l’Albo d’Onore, prima di concludere la sua visita tra le gallerie che conservano la memoria di quella barbarie.
Il peso della storia in una data che segna la capitale
L’eccidio delle Fosse Ardeatine, scatenato dalla furia nazista come rappresaglia per l’attacco del giorno prima, costò la vita a civili, militari, prigionieri politici, ebrei e detenuti comuni, uccisi nelle cave di pozzolana sulla via Ardeatina. A ottantadue anni di distanza, la cerimonia di questa mattina ha ripercorso quelle vicende con la sobrietà che contraddistingue l’alto profilo istituzionale, concentrandosi sui fatti e sui nomi di chi perse la vita. La presenza delle massime cariche dello Stato, insieme al Sindaco di Roma e al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, ha conferito alla ricorrenza il valore di un impegno civile che si rinnova, restando ancorato alla verità storica di un evento che ancora oggi rappresenta una ferita aperta nella coscienza collettiva del Paese.




