Santanchè e il caso Visibilia, chiesto il rinvio a giudizio
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Redazione Interno
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Daniela Santanchè, ministra del Turismo, è al centro di un'inchiesta giudiziaria che ha portato la Procura di Milano a chiedere il rinvio a giudizio per falso in bilancio. L'accusa, formulata dai pm Marina Gravina e Luigi Luzi, riguarda la presunta falsificazione dei bilanci dell'azienda Visibilia, fondata e amministrata dalla stessa Santanchè fino al 2022. Durante l'udienza preliminare a porte chiuse del 30 ottobre, i pm hanno ribadito la necessità di processare la ministra e altre 16 persone, tra cui il compagno Dimitri Kunz, l'ex compagno Canio Giovanni Mazzaro e la sorella Fiorella Garnero.
Secondo l'accusa, tutti gli imputati erano a conoscenza delle irregolarità nei conti dell'azienda, ma hanno scelto di tacere. La Procura sostiene che la falsificazione dei bilanci sia stata un'operazione sistematica e consapevole, volta a nascondere la reale situazione finanziaria di Visibilia. I pm hanno sottolineato come la ministra, nonostante fosse a conoscenza delle irregolarità, abbia continuato a mantenere il silenzio, contribuendo così a perpetuare una situazione di opacità contabile.
L'inchiesta, che ha coinvolto anche altre figure di spicco legate a Visibilia, ha messo in luce una serie di operazioni finanziarie sospette, che avrebbero permesso all'azienda di presentare bilanci falsati. Tra gli imputati, oltre ai già citati Kunz, Mazzaro e Garnero, figurano anche altri dirigenti e collaboratori dell'azienda, accusati di aver partecipato attivamente alla falsificazione dei conti.
La decisione finale sul rinvio a giudizio è attesa per la fine di novembre, quando il giudice dell'udienza preliminare si pronuncerà sulla richiesta della Procura.




