Milan, Pulisic si salva ma Estupinan si infortuna alla caviglia
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Redazione Sport
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Dall'amichevole notturna tra Stati Uniti ed Ecuador, terminata sul punteggio di uno a uno, giungono notizie contrastanti per il Milan, che vede uno scampato pericolo e un nuovo, ennesimo, infortunio. Christian Pulisic, del quale si temeva un aggravio dei problemi alla caviglia che lo affliggono da settimane, è potuto entrare in campo soltanto nel finale di partita, al settantatreesimo minuto, sostituendo Timothy Weah. Il suo ingresso, seppur tardivo, è stato interpretato come un segnale positivo, un primo passo verso la piena risoluzione di un disturbo che, come ha ricordato il commissario tecnico della nazionale statunitense, aveva già causato un gonfiore dopo un allenamento e che in estate aveva richiesto attenzioni particolari. La sua caviglia, stando alle prime valutazioni, non avrebbe riportato conseguenze dall'impegno di pochi minuti, sebbene la condizione del giocatore rimanga sotto stretta osservazione medica in vista del prossimo impegno internazionale contro l'Australia.
Il nuovo stop per Estupinan
Ben diversa, e decisamente più amara, è stata invece la sorte toccata al difensore dell'Ecuador, il cui nome è legato al club rossonero. Questi, infatti, è stato costretto a un prematuro abbandono del campo già nel corso del primo tempo, precisamente al quarantaquattresimo minuto, a causa di un trauma alla caviglia sinistra. La prima diagnosi, formulata dai medici della nazionale sudamericana, non lascia spazio a dubbi: si tratta di una distorsione, un evento che lo ha immediatamente escluso dal successivo incontro in programma. L'episodio, per quanto accaduto in un contesto amichevole e dunque privo di punti in palio, rappresenta un'ulteriore battuta d'arresto per il giocatore e una preoccupazione in più per lo staff tecnico milanista, il quale si trova a dover gestire una situazione piuttosto affollata di indisponibilità.
La delicata gestione del gruppo
La concomitanza di questi due fatti, se da un lato ha permesso di tirare un sospiro di sollievo per l'esito positivo riguardante l'attaccante statunitense, dall'altro ha riacceso i riflettori sulla fragilità di un organico che, in questo periodo di impegni con le selezioni nazionali, vede una quindicina dei suoi elementi lontani da Milano. È una condizione, questa, che espone inevitabilmente la squadra a un rischio elevato, poiché ogni partita giocata sotto una diversa maglia costituisce una variabile imprevedibile per l'integrità fisica dei calciatori. L'infortunio del terzino, in particolare, sembra confermare le apprensioni di chi teme che il ritmo serrato degli incontri, sommato ai lunghi viaggi, possa minare la continuità di rendimento e la disponibilità di molti.
I precedenti e il monitoraggio continuo
Il problema alla caviglia di Pulisic, per il quale si era scelta una linea di massima cautela tenendolo in panchina per la maggior parte della sfida, non è un episodio isolato ma un fastidio recidivo, che il giocatore si trascina da tempo e che richiede un monitoraggio costante, a prescindere dalla sua immediata disponibilità. La scelta di farlo entrare in campo solo negli ultimi scampoli di gioco è stata dettata proprio dalla volontà di non correre rischi inutili in una partita di scarso peso, privilegiando un recupero completo in vista degli appuntamenti futuri. Per quanto concerne l'altro calciatore, la distorsione rappresenta uno stop fisso, che ne determinerà i tempi di convalescenza e che andrà a influire sulla pianificazione delle scelte tecniche per le prossime gare di campionato.




