Carburanti, il primo cauto ribasso dopo 40 giorni non ferma l’emergenza autotrasporti
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Redazione Economia
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Il lieve calo dei prezzi registrato nella giornata di oggi, venerdì 10 aprile, interrompe finalmente una serie di rialzi consecutivi che durava ormai da quaranta giorni, offrendo un timido sollievo agli automobilisti italiani, ma lasciando sostanzialmente invariata la morsa che stringe il settore dell’autotrasporto. Secondo l’aggiornamento dell’Osservatorio del Mimit, il valore medio del gasolio in modalità self service lungo la rete stradale nazionale si attesta ora a 2,181 euro al litro, mentre la benzina scende a 1,789 euro al litro, grazie agli adeguamenti al ribasso comunicati dalle compagnie petrolifere. Il calo, per quanto atteso dopo la tregua nelle operazioni militari che ha ridotto la tensione sul prezzo del greggio, si presenta tuttavia disomogeneo sul territorio: se la Liguria e la Valle d’Aosta guidano i ribassi più significativi, ci sono regioni come l’Abruzzo e la Sicilia dove il gasolio, contrariamente alla tendenza nazionale, continua a salire, penalizzando ulteriormente i consumatori locali.
L’analisi dell’Iea e il paradosso della tregua
Il contesto energetico globale resta drammaticamente instabile, un dato confermato dalle parole del direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale per l’energia, Fatih Birol, il quale ha descritto la situazione attuale come “la più grande crisi energetica della storia”, con interruzioni nella produzione e nell’approvvigionamento di petrolio che superano la somma di tutte e tre le precedenti crisi energetiche messe insieme. Birol, in un’intervista rilasciata alla rivista tedesca Der Spiegel, ha avvertito che i prezzi di benzina e diesel “rimarranno alti e volatili ancora per un po’”, nonostante il temporaneo cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran, che pure aveva fatto sperare in un ritorno più rapido della normalità. Il paradosso, come sottolineano le associazioni dei consumatori, è che mentre il petrolio crollava di oltre il 16% a New York alla notizia della tregua, i listini alla pompa hanno impiegato giorni per adeguarsi al ribasso, e quando lo hanno fatto – con un ritardo di tre giorni – il taglio è risultato del tutto impercettibile sulla spesa di un pieno, quantificabile in pochi centesimi di euro.
L’allarme degli autotrasportatori e i distributori a secco
A pagare il prezzo più salato di questa asincronia tra mercato globale e gomma locale è il comparto dell’autotrasporto, che Confartigianato Imprese Sondrio e Unatras descrivono ormai come “sull’orlo del tracollo finanziario”. I costi di gestione sono diventati insostenibili: si stima un extracosto fino a 9.000 euro annui per ogni veicolo pesante, una cifra che le aziende non possono più assorbire a causa della debolezza contrattuale nei confronti dei committenti, i quali – denuncia Assotir – continuano a chiedere sconti tariffari invece di riconoscere i rincari del gasolio. La situazione è talmente critica che lungo l’autostrada del Brennero, in direzione sud, sono apparsi i primi cartelli di divieto: nell’area di servizio Plose Ovest, come riportano le cronache, l’erogazione del carburante per i mezzi pesanti è stata sospesa, un segnale preoccupante che anticipa possibili interruzioni dei servizi essenziali. E la preoccupazione riguarda anche i trasporti di persone, con il rischio concreto che i prossimi a fermarsi, se la situazione non dovesse sbloccare, potrebbero essere gli scuolabus.
L’attesa per il vertice del 17 aprile
Mentre il governo, attraverso la convocazione delle compagnie petrolifere al Mimit, tenta di esercitare una pressione morale per accelerare i ribassi, gli autotrasportatori hanno già messo nel mirino una data fatidica: il 17 aprile. Quel giorno, Unatras ha convocato a Roma il proprio comitato esecutivo per decidere se proclamare o meno il fermo nazionale dei servizi, una misura estrema che paralizzerebbe la logistica del Paese, mettendo a rischio le scorte di beni deperibili e i rifornimenti nei punti vendita. Le richieste della categoria restano sul tavolo da settimane e includono l’emanazione immediata del decreto attuativo per sbloccare un credito d’imposta da 100 milioni di euro, interventi a sostegno della liquidità delle imprese e la stabilizzazione di meccanismi di compensazione che vadano oltre il semplice taglio lineare delle accise, ormai vanificato dall’impennata del prezzo industriale. Senza questi provvedimenti strutturali, il timore è che molte aziende di trasporto siano costrette a chiudere i battenti, innescando un effetto domino sull’intera economia reale.
Meta Description: Prezzi carburanti in lieve calo dopo 40 giorni ma il gasolio resta sopra i 2 euro. Autotrasporto verso la crisi, sciopero possibile il 17 aprile.




