Milan e Lazio si annullano in un primo tempo di fuoco e riflessione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il palcoscenico di San Siro, gremito e carico di aspettative, ha ospitato un primo tempo di pura tensione agonistica, dove la Lazio di Maurizio Sarri, la quale si presentava all'appuntamento con l'ambizione di ripetere il successo dell'ultimo scontro in campionato, ha sfiorato l'impresa nei primissimi minuti di gioco. Mike Maignan, estremo baluardo della difesa rossonera, si è reso protagonista di un intervento di pura parata, respingendo un pericoloso tentativo offensivo dei biancocelesti e mantenendo così inviolata la propria porta. Quel momento, che ha scosso la partita fin dal suo avvio, ha rappresentato il picco di un'avvincente partita a scacchi, la quale, sebbene abbia visto poche altre emozioni di rilievo, è stata caratterizzata da un equilibrio tattico e da una concentrazione difensiva che hanno impedito a entrambe le formazioni di trovare la via del gol.
Un equilibrio storico che si riflette in campo
Il pareggio per 0-0 che ha chiuso i primi quarantacinque minuti di gioco si inserisce perfettamente in un solco statistico ben preciso, che vede le due squadre come le protagoniste del maggior numero di esiti divisi nella massima serie, ben sessanta su centosessantaquattro incontri disputati. Se da un lato i rossoneri possono contare su un numero superiore di vittorie complessive, la formazione capitolina, che nell'ultimo confronto era riuscita ad imporsi per 2-1 proprio in questo stadio, cercava in questa sfida il secondo successo consecutivo, un'impresa che non riusciva a compiere da oltre un decennio. Le formazioni schierate in campo, con Allegri che ha optato per un 3-5-2 puntando sulla qualità di Luka Modric e Adrien Rabiot a centrocampo e Sarri che ha risposto con il suo classico 4-3-3 affidandosi all'attacco con Boulaye Dia, hanno mostrato rispetto reciproco, annullandosi a vicenda in mezzo al campo dopo la prima, vivace, pericolosa azione laziale.
La concentrazione di Tomori e il monito del derby
Le parole pronunciate prima del fischio d'inizio da Fikayo Tomori, il quale aveva sottolineato la necessità di "tenere la testa bassa e pedalare" nonostante la gioia per la vittoria nel derby, sembravano aver definito l'approccio mentale della sua squadra. Il difensore inglese, infatti, aveva rimarcato con convinzione come quella vittoria dovesse essere considerata un punto di partenza e non un traguardo, un monito che i suoi compagni hanno apparentemente fatto proprio, mostrando in campo una disciplina tattica notevole. La partita, diretta dall'arbitro Collu di Cagliari, è proseguita senza particolari picchi di polemica, se si eccettua una diffida per il laziale Guendouzi, in un clima di gioco intenso ma corretto, dove la paura di sbagliare ha forse limitato la vena offensiva di entrambe le compagini.
Un secondo tempo in attesa della scintilla
Al riposo, con il risultato ancora fermo sullo 0-0, la partita resta completamente in bilico, in attesa di quella singola giocata che possa rompere l'equilibrio e decidere l'esito della contesa. Il Milan, nonostante il dominio territoriale, non è riuscito a scalfire la compatta difesa avversaria, mentre la Lazio, dopo il primo, grande affondo, ha preferito controllare le iniziative dei padroni di casa. Maignan, da una parte, e Provedel, dall'altra, sono rimasti per lo più spettatori dopo i primi istanti, con il gioco che si è concentrato soprattutto nella fascia centrale del campo, in una battaglia di centrocampo fatta di contrasti e ripartenze veloci, le quali, tuttavia, non hanno ancora prodotto il gol che i tifosi, in un silenzio carico di attesa, si aspettano.




