Catanzaro e Avellino si annullano a vicenda nel primo tempo del preliminare playoff
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Redazione Sport
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Sessanta minuti, più recupero, e il punteggio non si è ancora sbloccato. Al “Ceravolo” di Catanzaro, dove il pubblico di casa ha tentato di trasformare l’atmosfera in un’arma aggiuntiva, la sfida secca tra le Aquile di Alberto Aquilani e i lupi di Davide Ballardini – quest’ultimi obbligati a vincere entro i centoventi minuti per sperare nella semifinale contro il Palermo – si è arenata sulle maglie difensive e sulle scelte a centrocampo. Il turno preliminare dei playoff di Serie B, che mette di fronte la quinta classificata della stagione regolare (il Catanzaro, appunto) e una squadra irpina giunta da posizioni più arretrate, sta rispettendo solo in parte le attese di spettacolo, sebbene la tensione sia palpabile in ogni contrasto.
Il copione tattico previsto e le prime occasioni mancate
Ballardini, che non può permettersi calcoli vista la necessità di sbloccare il risultato, ha schierato i suoi con un approccio prudente ma mai rinunciatario, cercando di costruire trame dalla mediana in poi. Dall’altra parte, Aquilani – forte del doppio risultato utile su tre a sua disposizione – ha chiesto ai suoi di gestire i ritmi senza esporsi troppo. Ne è scaturita una prima frazione spezzettata, interrotta da falli tattici e da una lentezza di manovra che ha esasperato i settemila del “Ceravolo”. L’unico brivido degno di nota, prima dell’intervallo, è stato un tiro-cross di Alesi che l’estremo difensore Iannarilli ha deviato in angolo con l’aiuto della traversa; sugli sviluppi del corner, lo stesso Alesi ha provato la conclusione dalla distanza, ma il pallone si è perso alto sul fondo, senza impensierire ulteriormente la retroguardia avellinese.
La gestione del secondo tempo e l’assedio del Catanzaro
Nella ripresa, complice anche la spinta emotiva dei sostenitori locali, il Catanzaro ha alzato il baricentro, riversandosi nella metà campo degli ospiti con maggiore continuità. Iannarilli, già decisivo in apertura di secondo tempo, si è ripetuto al 48’ deviando in corner un destro secco del solito Alesi; e proprio da quella bandierina è nata l’azione più pericolosa della serata, con una respinta corta della difesa irpina che ha permesso a un centrocampista calabrese – la cui identità è sfumata nella mischia – di colpire al volo, trovando però la pronta opposizione del portiere. L’Avellino, intanto, ha risposto solo con ripartenze confinate sulle fasce, senza mai centrare la porta avversaria. I 750 sostenitori biancoverdi giunti nel settore ospiti, pur rumorosi, non hanno ancora avuto un vero motivo per esultare.
L’assenza di reti e il peso del passaggio del turno
Il parziale 0-0, registrato allo scoccare dell’intervallo tra primo e secondo tempo (con l’incontro che prosegue in diretta fino alle 23.50), lascia tutto rimandato ai minuti finali e all’eventuale supplementare. La notizia, per chi segue gli sviluppi giudiziari legati al mondo del calcio, non ha agganci con inchieste o vicende penali; si tratta di un racconto puramente sportivo, privo di rinvii a cronaca nera. L’unico elemento certo, al momento, è che Ballardini dovrà osare di più se vuole evitare la fine prematura del proprio cammino. Aquilani, invece, può contare sul rientro nella lista dei convocati del difensore Fontanarosa – fermato nell’ultimo turno di campionato da uno stop per squalifica – che ha dato solidità al reparto arretrato, annullando le iniziative più insidiose degli attaccanti giallorossi. La città di Catanzaro, che da giorni attendeva solo il fischio d’inizio, trattiene il fiato.




