Gas russo interrotto, l'Europa si prepara alle alternative
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Redazione Esteri
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Il transito del gas russo attraverso l'Ucraina è stato interrotto questa mattina, in seguito alla scadenza di un accordo vigente tra i due Paesi, firmato prima dell'inizio del conflitto. Gazprom, la compagnia energetica russa, ha annunciato la chiusura delle forniture alle ore 8 di Mosca, le 6 ora italiana, dichiarando che l'Ucraina si è rifiutata ripetutamente di estendere questi accordi. Di conseguenza, Gazprom è stata privata della capacità tecnica e legale di fornire gas per il transito attraverso l'Ucraina a partire dal 1° gennaio 2025.
La Commissione Europea, tuttavia, ha dichiarato di essere preparata all'interruzione del flusso del gas russo attraverso l'Ucraina, avendo lavorato per più di un anno con gli Stati membri per prepararsi a tale scenario. Bruxelles ha comunicato che l'impatto della fine del transito del gas russo sarà limitato sia in termini di volumi che di portata. In particolare, l'Unione Europea spera di supplire attraverso quattro rotte alternative: Germania, Italia, Polonia, Grecia e Turchia.
L'operatore ucraino del transito del gas ha confermato che la Russia non ha determinato alcun flusso di gas attraverso i gasdotti ucraini per il 1° gennaio. Questo evento segna l'inizio di una fase inedita, le cui conseguenze si faranno sentire anche in Europa. La Commissione Europea ha sottolineato che, grazie ai percorsi alternativi, l'impatto dell'interruzione sarà contenuto, ma resta da vedere come si evolverà la situazione nei prossimi mesi.
In Italia, l'interruzione del gas russo attraverso l'Ucraina ha suscitato preoccupazioni, ma il governo ha rassicurato i cittadini, affermando che il Paese è pronto a fronteggiare la situazione grazie alle rotte alternative e alle riserve strategiche.




