Attacco a convoglio Onu in Ucraina, c'è un italiano tra i sopravvissuti
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Redazione Esteri
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Nemmeno l’emblema blu delle Nazioni Unite, che pure era stato comunicato a entrambe le parti in conflitto, ha costituito uno scudo inviolabile per il convoglio umanitario diretto ieri a Bilozerka, una cittadina lungo l’estuario del Dnipro che continua a essere martoriata dall’artiglieria russa. Quattro camion, appartenenti a una missione congiunta di agenzie come il World Food Programme e l’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari, trasportavano un carico di riso e siringhe sterili quando sono stati colpiti da droni, in un attacco che ha lasciato dietro di sé, tra le lamiere, anche il frammento di una convinzione: che l’aiuto umanitario potesse rappresentare un linguaggio universale. A bordo dei mezzi, chiaramente contrassegnati, si trovava, tra gli altri operatori, un funzionario italiano che è uscito illeso dall’assalto.
Le conseguenze immediate e le reazioni
L’episodio, che le autorità ucraine hanno immediatamente definito un “crimine di guerra” per la violazione palese del diritto internazionale, getta una luce sinistra sulla condotta delle operazioni in un teatro bellico dove le linee di fronte appaiono sempre più labili. L’attacco, peraltro, non costituisce un caso isolato ma si inserisce in una strategia di pressione che mira a isolare le regioni meridionali, rendendo estremamente rischioso qualsiasi tentativo di portare soccorso alla popolazione civile, la quale si trova a sopportare il peso maggiore di un conflitto che non accenna a placarsi.
Il contesto degli aiuti internazionali
Parallelamente a questi drammatici eventi, un rapporto dell’Istituto di Kiel ha fotografato un drastico calo degli aiuti militari destinati a Kiev durante la scorsa estate, con un calo che sfiora il 57% e che segna una battuta d’arresto significativa. Nonostante questa flessione, che molti analisti attribuiscono a una complessa fase di riassestamento delle scorte, il Vecchio Continente ha superato gli Stati Uniti nel computo totale degli stanziamenti effettuati dall’inizio dell’invasione: l’Europa, infatti, ha complessivamente impegnato 83 miliardi di euro, una cifra che supera i 64,6 miliardi stanziati da Washington.
Altri sviluppi politici interni
Sul fronte interno ucraino, intanto, il presidente Volodymyr Zelensky ha esercitato i poteri straordinari conferitigli dalla legge marziale revocando la cittadinanza a due figure di rilievo: il sindaco di Odessa, Gennady Trukhanov, e il ballerino Sergei Polunin. Il provvedimento, annunciato dal Servizio di Sicurezza ucraino attraverso un messaggio su Telegram, fa riferimento a un decreto presidenziale e colpisce il primo magistrato, una personalità di spicco della politica locale, e l’artista, noto per aver suscitato scandalo con le sue pubbliche posizioni filo-Cremlino.




