Natale amaro in Palestina: tra restrizioni e bombardamenti
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Redazione Esteri
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La città di Betlemme, nota per essere il luogo di nascita di Gesù Cristo, ha vissuto un Natale particolarmente triste quest'anno. Non solo i negozi di souvenir e gli alberghi della città hanno subito le conseguenze del blocco, ma l'intera Cisgiordania.
Restrizioni in Cisgiordania
"Sono state imposte restrizioni ovunque. Oltre 150mila palestinesi che hanno il permesso di lavorare in Israele non possono andarci" spiega il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, incontrato nella sede del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Dal 7 ottobre, molte persone sono rimaste senza lavoro, in attesa di capire fino a quando rimarrà in vigore questa situazione.
Gaza: una chiesa diventa rifugio
A Gaza City, la chiesa della Sacra Famiglia, unica parrocchia cristiana presente in città, è stata trasformata in rifugio. Alcuni rappresentanti della piccola comunità cristiana di Gaza hanno tenuto una funzione di Natale nella chiesa, che è stata utilizzata anche come rifugio da un certo numero di cristiani quando è iniziata la guerra e centinaia di migliaia sono state sfollate nel sud della Striscia.
Bombardamenti a Gaza
Durante la notte di Natale, l’esercito israeliano ha intensificato i suoi bombardamenti su Gaza. Il presidente israeliano, Isaac Herzog, è stato fotografato mentre apponeva la propria firma su delle bombe che poco dopo avrebbero colpito i civili palestinesi. Questo gesto ha suscitato indignazione e proteste in tutto il mondo.




