Dal Dieselgate alle restrizioni, i 10 anni che hanno cambiato l’automobile
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Redazione Economia
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L'inizio della fine ha un nome, ma anche una data e un luogo. Settembre 2015, Salone dell’Automobile di Francoforte: il Dieselgate. Con una coincidenza probabilmente non casuale, proprio il tempio dove si celebrava il rito pagano del motorismo mondiale fece da sfondo alla deflagrazione dello scandalo più clamoroso della storia dell’auto. Alle accuse dell’Epa (Environmental Protection Agency) provenienti dagli Stati Uniti, il Gruppo Volkswagen rispose spiegando la discrepanza tra le emissioni registrate in fase di omologazione e quelle misurate in corso di marcia, ammettendo di aver inserito nel software delle sue vetture un meccanismo che in fase di test consentiva di abbattere i livelli di ossidi di azoto (NOx).
Da quel momento, l’industria automobilistica ha dovuto affrontare una crisi senza precedenti, che ha messo in discussione non solo le pratiche aziendali, ma anche l’intero modello di business. La crisi, infatti, non ha risparmiato nessuno: dalle grandi case automobilistiche ai piccoli fornitori, tutti hanno dovuto fare i conti con nuove normative sempre più stringenti e con un mercato in continua evoluzione. La ricetta di Marchionne, che prevedeva una diversificazione dei prodotti per rispondere alle diverse esigenze dei mercati globali, non sembra più funzionare in un mondo diviso da barriere doganali e normative sempre più complesse.
Oggi, costruire auto è diventato un mestiere ancora più complesso. Non basta più produrre una macchina a benzina, una elettrica o una ibrida; bisogna anche tener conto delle preferenze dei clienti, delle normative locali e delle barriere doganali. Un suv per l’Europa, un pick-up per gli Stati Uniti, una berlina per il Sud America: ogni mercato ha le sue esigenze e le case automobilistiche devono essere in grado di rispondere a queste richieste in modo rapido ed efficiente. Inoltre, la crisi delle forniture, aggravata dalla pandemia, ha reso ancora più difficile la produzione di veicoli, costringendo le aziende a rivedere le loro strategie e a cercare soluzioni alternative per garantire la continuità della produzione.
In questo contesto, l’industria automobilistica si trova ad affrontare una sfida senza precedenti. Le aziende devono essere in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e alle nuove normative, senza compromettere la qualità dei loro prodotti.




