L'Italia regina d'Europa a Birmingham, Stefano Mei elogia la "determinazione feroce" degli azzurri

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La spedizione azzurra ha fatto ritorno in Italia con un bagaglio di medaglie che pesa come un macigno, eppure i volti sorridenti dei protagonisti appena scesi dall'aereo a Orio al Serio raccontavano tutt'altra storia. Il primato nel medagliere degli Europei di atletica leggera, chiusi domenica 16 agosto a Birmingham, ha assunto i contorni di un'impresa che va oltre il semplice dato statistico, soprattutto se si considera il contesto e le pressioni che gravavano sulla delegazione italiana.

A tracciare un primo, significativo bilancio della kermesse continentale è stato il presidente della Fidal, Stefano Mei, il quale, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ha voluto sottolineare la forza mentale mostrata dai suoi atleti in una situazione che lui stesso ha definito complessa e insidiosa.

Le parole di Mei: tra polemiche e riscatto

Stefano Mei ha usato termini forti per descrivere l'atteggiamento visto in pista dagli atleti italiani, parlando di "determinazione feroce". Un'aggettivazione che non lascia spazio a fraintendimenti e che, nelle intenzioni del presidente, mira a fugare ogni dubbio sulle motivazioni che hanno animato la squadra. "Ho visto negli azzurri una determinazione feroce – ha dichiarato Mei – anche perché c'erano state un po' di polemiche dopo Parigi, perché qualcuno diceva che avevamo programmato solo Roma e non Parigi".

Il riferimento è al clima che si era creato in seguito ad alcune critiche sulla pianificazione degli impegni agonistici, con l'ombra di un presunto accanimento su un singolo obiettivo nazionale a discapito di quelli internazionali.

Secondo Mei, replicare il successo di Roma, dove gli azzurri avevano dominato grazie al fattore campo e alla familiarità con le proprie abitudini, non era affatto scontato. "A Roma era più facile perché giocavi in casa, non cambi le tue abitudini. A Birmingham era più difficile ma siamo riusciti a imporci in casa degli inglesi", ha aggiunto il presidente, evidenziando come la trasferta in Gran Bretagna rappresentasse un banco di prova ben più severo.

La vittoria nel medagliere, quindi, assume un sapore particolare proprio perché maturata lontano dai calorosi abbracci del pubblico amico, in un ambiente ostico e davanti a una nazione che tradizionalmente eccelle in molte specialità dell'atletica.

Il rientro trionfale a Orio al Serio

Lunedì 17 agosto, il pomeriggio allo scalo di Orio al Serio è stato teatro di un'accoglienza degna dei grandi eventi. Alcuni dei campioni reduci dalla spedizione inglese sono atterrati tra applausi e bandiere tricolori, ritrovandosi proiettati in una dimensione di affetto popolare che ha conferito un epilogo emotivo a una settimana già di per sé carica di adrenalina.

Tra i volti più noti spiccavano Nadia Battocletti, autrice di una doppietta d'oro che l'ha consacrata definitivamente come stella indiscussa della rassegna, e i velocisti della Bergamo Stars Filippo Dezza e Roberto Rigali, tornati a casa con la consapevolezza di aver onorato al meglio il proprio territorio.

Le immagini dell'arrivo in aeroporto hanno raccontato un momento di giubilo collettivo, dove i campioni si sono trasformati in eroi moderni per un pugno di istanti, restituendo alla folla presente quella gioia che solo lo sport sa regalare. Un rientro da protagonisti, insomma, che ha suggellato un'esperienza destinata a rimanere impressa nella memoria degli appassionati e che ha proiettato l'atletica italiana ancora una volta al centro dell'attenzione mediatica, dimostrando come il movimento sia in grado di esprimere valori di resilienza e compattezza anche nei momenti di maggiore tensione.

L'ultimo atto di Birmingham: la 4x400 che fa tremare il Regno Unito

Un capitolo a parte, nella narrazione di questi Europei, merita l'ultima serata di gare che ha regalato all'Italia un gioiello di rara bellezza. Il successo della staffetta 4x400 maschile ha chiuso la kermesse con un brivido che ha fatto trattenere il fiato a tutto il paese. Gli azzurri hanno centrato l'oro con il tempo di 2'59"16, precedendo la formazione di casa della Gran Bretagna per appena tre centesimi di secondo.

Un margine risibile, quasi impercettibile, che ha trasformato una gara già di per sé esaltante in un duello epico destinato a entrare nella storia dei confronti tra le due nazioni.

Questa vittoria, insieme alle altre prestazioni di altissimo livello che hanno costellato la settimana di Birmingham, ha permesso all'Italia di confermare il proprio status di potenza dell'atletica continentale. Il bilancio complessivo, come sottolineato anche da Stefano Mei, è più che positivo e sembra spazzare via le scorie delle polemiche pregresse.

L'impresa compiuta in terra britannica ha dimostrato che il programma di preparazione, nonostante le critiche, ha prodotto i frutti sperati, regalando al movimento italiano quella credibilità che spesso si conquista solo sul campo, con i cronometri e le misurazioni che parlano un linguaggio universale e inconfutabile.

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