Giorgia Meloni sospende l’accordo di difesa con Israele, Milshtein: “Netanyahu non convince più nessuno”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   GERUSALEMME – La doccia fredda, per le rappresentanze istituzionali ebraiche, è arrivata proprio nel giorno dello Yom Hashoah. La sospensione del rinnovo automatico del memorandum sulla difesa con Israele – annunciata da Giorgia Meloni alla fiera di Verona – arriva mentre lo Stato ebraico commemora i milioni di vittime del nazifascismo; un dettaglio, quest’ultimo, che la presidente del Consiglio, a dire di più fonti, non avrebbe colto al momento della scelta. “Giorgia Meloni sospende il rinnovo automatico dell’accordo e il nostro ministero degli Esteri minimizza: ‘Un documento privo di contenuto reale’. A me sembra una reazione imbarazzata, davanti a quel che tutti sappiamo essere un fallimento” commenta, a caldo, un analista di gerusalemme. E aggiunge, paragonando la vicenda al precedente della vendita degli F35 all’Arabia Saudita decisa da Trump: “La stessa reazione di quando il governo israeliano disse: ‘Non importa, non sono gli stessi aerei che abbiamo noi’”. Ma oggi, a differenza di allora, il premier Netanyahu – secondo Milshtein – non riesce più a convincere nemmeno i governi storicamente a lui più vicini.

La fine di un’alleanza sentimentale con la destra

Alla vigilia del referendum, Riccardo Pacifici, esponente di spicco della comunità romana, diffondeva ancora un’indicazione di voto netta: votare Sì per «far sentire la nostra voce in quanto EBREI» – così, tutto in maiuscolo – specificando che non si trattava soltanto di una scelta politica, ma anche di «un atto di riconoscenza verso chi ci ha messo la faccia». Questa lealtà, che aveva trasformato il nazionalismo italiano in un baluardo percepito come sicuro, si scontra ora con la realpolitik. Le stesse rappresentanze che avevano ripudiato la tradizione antifascista, accusando di tradimento chi criticava le operazioni nella Striscia, scoprono improvvisamente che gli argomenti in auge nella destra americana – il sospetto cioè che “la guerra sia colpa degli ebrei” – rischiano di riaffiorare. Nessun comunicato ufficiale, vale la pena notarlo, è ancora arrivato dall’Ucei sull’invasione del Libano in corso, a testimonianza di un imbarazzo che pare paralizzante.

Stop al riarmo: i dettagli del memorandum

Il governo italiano ha dunque deciso di bloccare il rinnovo automatico dell’intesa Italia-Israele, che sarebbe scaduta quest’anno dopo una serie di rinnovi quinquennali. L’accordo, in vigore dal 2006, disciplinava la cooperazione per lo scambio di materiali militari e la ricerca congiunta nel settore bellico. Duccio Facchini, direttore di Altreconomia, che ha dedicato numerose inchieste ai rapporti militari tra i due Paesi, spiega che la decisione di Meloni – maturata insieme ai ministri Tajani e Crosetto – arriva al culmine di una tensione diplomatica cresciuta settimana dopo settimana. Solo pochi giorni prima, i colpi di avvertimento dell’esercito israeliano contro un convoglio italiano in missione Unifil avevano varcato una linea rossa, provocando danni a un veicolo e la successiva convocatoria dell’ambasciatore a Roma.

La reazione a freddo di Tel Aviv

Lo strappo, consumato venti minuti dopo le 11 nell’atrio affollatissimo della Fiera di Verona, è stato giustificato dalla premier con un generico «in considerazione della situazione che stiamo vivendo». Una dichiarazione che non è piaciuta oltre Mediterraneo. Il ministero degli Esteri israeliano ha subito minimizzato, precisando che “non esiste un accordo di sicurezza” tra i due Paesi, ma soltanto un vecchio memorandum “senza contenuto sostanziale”. Una versione, quest’ultima, che secondo gli osservatori svela più il nervosismo di chi si vede sfuggire un alleato storico che una reale indifferenza strategica. Per la prima volta dalla fondazione dello Stato ebraico, una nazione amica sospende formalmente la cooperazione militare in tempo di pace, e il gesto – al netto delle rassicurazioni formali – pesa come un macigno sulle relazioni bilaterali.

Meta Description: Giorgia Meloni sospende il rinnovo dell’accordo di difesa con Israele. La reazione imbarazzata di Tel Aviv e il gelo con Netanyahu.

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