Bologna, terza aggressione omofoba in pochi giorni: insulti e schiaffi a tre ragazzi in via Mascarella
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Redazione Interno
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Un uomo con una bottiglia in mano si è avvicinato a tre ragazzi in via Mascarella, nel cuore della zona universitaria di Bologna, e li ha investiti con insulti razzisti e omofobi prima di colpire uno di loro con un ceffone violento. È accaduto ieri mattina, intorno a mezzogiorno, all’incrocio con via Belle Arti. A raccontare l’episodio è Giorgiomaria Cornelio, poeta e scrittore marchigiano che si trovava in città per impegni di dottorato e che ha assistito alla scena insieme a due amici, uno dei quali, uno studente ventenne di origini mediorientali, è rimasto ferito.
Il racconto della vittima
Secondo la ricostruzione fornita da Cornelio, l’aggressore si è scagliato dapprima contro il giovane di origine straniera con offese di stampo razziale, per poi rivolgere la propria furia anche contro di lui: «Ci urlava froci, stranieri vi ammazzo, vi taglio la gola». L’uomo si toccava i pantaloni dicendo di avere un coltello. Poi, all’improvviso, ha colpito lo studente con uno schiaffo che gli ha rotto gli occhiali, urlandogli «mi prudono le mani». I tre ragazzi non avevano fatto nulla per provocarlo.
Cornelio ha chiamato subito la polizia, che è arrivata in via Mascarella e ha bloccato l’aggressore, portandolo in Questura. Gli agenti hanno riferito che si tratta di una persona già protagonista di altri episodi violenti.
Un clima che si fa pesante
Quella di via Mascarella è la terza aggressione di matrice omofoba registrata a Bologna nel giro di pochi giorni. Poco più di una settimana fa, nella notte tra il 12 e il 13 settembre, un ragazzo di 29 anni è stato aggredito in via San Felice mentre tornava a casa: un gruppo di giovanissimi lo ha insultato, sputato e picchiato a calci e pugni, procurandogli sette giorni di prognosi. Pochi giorni dopo, in zona porta Mascarella, una coppia di 29enni che camminava tenendosi per mano è stata accerchiata e pestata da una quindicina di persone.
La città che negli anni Ottanta ha visto nascere il Cassero, il primo circolo gay d’Italia, si trova ora a fare i conti con una sequenza di episodi che hanno spinto la comunità Lgbtq+ a organizzare un’assemblea pubblica per giovedì pomeriggio.
Le reazioni e la richiesta di denuncia
Lo studente aggredito farà denuncia. Cornelio, che ha voluto rendere pubblico l’accaduto, ha spiegato di aver insistito per chiamare le forze dell’ordine perché temeva che l’uomo potesse fare del male ad altri. Sulle ragioni dell’aggressione ha aggiunto: «Purtroppo il segnale è proprio questo, di un clima di violenza che si sfoga su omosessuali e stranieri. È sintomatico che avvenga anche in un luogo queer come è sempre stata Bologna».
Sulla vicenda è intervenuta anche la deputata maceratese del Pd Irene Manzi, che ha espresso «solidarietà e vicinanza al ragazzo aggredito» e ringraziato Cornelio per «il coraggio di denunciare pubblicamente l’accaduto» e le forze dell’ordine per il rapido intervento.
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