Bologna, nuova aggressione omofoba: minacce di morte e uno schiaffo
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Redazione Interno
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Un ventenne è stato colpito con uno schiaffo dopo essere stato insultato e minacciato nel centro di Bologna, in un'aggressione omofoba e xenofoba avvenuta nella tarda mattinata del 30 settembre. Il giovane, studente italiano di origini mediorientali, stava camminando con altre due persone in via Mascarella quando un uomo si è avvicinato al gruppo e ha iniziato a rivolgere insulti contro omosessuali e stranieri, accompagnandoli con minacce di morte. A raccontare l'episodio è stato Giorgiomaria Cornelio, poeta, scrittore e performer di 29 anni, presente al momento dei fatti. L'uomo avrebbe poi colpito lo studente con un violento ceffone, rompendogli gli occhiali.
Dagli insulti alle minacce, poi il colpo al volto
L'episodio si è verificato verso mezzogiorno, nei pressi dell'incrocio con via Belle Arti, dopo che i tre erano usciti da una libreria e avevano proseguito la passeggiata nella zona universitaria. Cornelio ha descritto l'aggressore come un uomo di circa trent'anni che si sarebbe avvicinato senza che ci fosse stato un precedente confronto. Nel racconto del testimone, agli insulti omofobi si sono aggiunti quelli rivolti alle origini straniere di uno dei ragazzi e frasi come «vi ammazzo» e «vi taglio la gola». La situazione è degenerata quando l'uomo si è rivolto direttamente al giovane preso di mira, intimandogli di non guardarlo.
I ragazzi sarebbero rimasti in silenzio nel tentativo di evitare che la situazione peggiorasse. A quel punto, sempre in base alla ricostruzione del testimone, è arrivato improvvisamente il colpo al volto che ha mandato in frantumi gli occhiali della vittima. L'aggressore si è quindi allontanato continuando a gridare insulti e minacce. I presenti lo hanno seguito mantenendosi a distanza, preoccupati che potesse prendersela con altre persone, e nel frattempo hanno chiamato la polizia. Gli agenti sono intervenuti in zona e l'uomo è stato accompagnato in Questura, mentre il ragazzo colpito ha annunciato l'intenzione di presentare denuncia.
Tre episodi denunciati nel giro di poche settimane
L'aggressione si inserisce in una sequenza di episodi denunciati recentemente nel centro cittadino. Nella notte tra il 12 e il 13 settembre uno studente fu preso di mira in zona San Felice da un gruppo di ragazzi: dopo una domanda provocatoria sul suo orientamento sessuale e la sua risposta affermativa, sarebbe stato colpito prima con un pugno e successivamente durante una colluttazione. Il giovane finì in ospedale con una prognosi di sette giorni e denunciò l'accaduto alla polizia. Una passante aveva chiamato i soccorsi mentre il gruppo si allontanava.
Pochi giorni dopo, un'altra violenza è stata denunciata nei pressi di Porta Mascarella. Due uomini che si tenevano per mano furono prima insultati e successivamente inseguiti e aggrediti da un gruppo numeroso. Uno dei due venne medicato al Sant'Orsola e ricevette una prognosi di cinque giorni. Sul pestaggio sono partite le indagini dei carabinieri, anche attraverso l'esame delle immagini delle telecamere presenti nella zona. Il Comune espresse solidarietà alle vittime ricordando una decisione adottata a maggio: la costituzione di parte civile dell'amministrazione nei procedimenti relativi a reati di matrice discriminatoria e legati all'odio.
Il Cassero: più di cento persone all'anno chiedono aiuto
La successione degli episodi ha portato l'attenzione anche sui dati raccolti dai servizi presenti sul territorio. Giorgia Pagano, del Centro antidiscriminazione Il Cassero, ha riferito alla Tgr Emilia-Romagna che ogni anno più di cento persone si rivolgono alla struttura per chiedere aiuto, una frequenza che equivale a circa una richiesta ogni due giorni. Dopo le violenze denunciate a settembre era stata organizzata per il primo ottobre un'assemblea pubblica dedicata proprio alle aggressioni e alla violenza omofoba, con appuntamento alle 19.30 al Rivolta Pride.
Cornelio ha collegato quanto accaduto a un clima di odio e violenza verso le minoranze, sostenendo che anche una parte della politica contribuisca a creare contrapposizioni e nemici. Si tratta della valutazione espressa dallo scrittore dopo l'aggressione, non di un elemento accertato sulla causa dell'episodio. Sul versante politico, la deputata Irene Manzi ha espresso solidarietà al giovane aggredito e ha ringraziato il testimone per avere reso pubblico l'accaduto e le forze dell'ordine per l'intervento, chiedendo investimenti nell'educazione al rispetto e all'affettività nelle scuole.
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