Roma, El Aynaoui: "Coppa d'Africa incredibile, siamo senza parole"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In un’atmosfera elettrica, che ha trasformato lo stadio di Rabat in un calderone pulsante, il Marocco ha scritto una nuova pagina della sua storia calcistica, superando la Nigeria ai calci di rigore e guadagnando l’accesso alla finale della Coppa d’Africa. Un traguardo che, come ha sottolineato con emozione El Aynaoui, lascia “senza parole” gli artefici di questa impresa, consapevoli di aver vissuto una serata destinata a rimanere negli annali. “Avete visto l’atmosfera che c’era oggi allo stadio”, ha esclamato il giocatore in un’intervista rilasciata a caldo, quasi stordito dal frastuono di una nazione intera che spingeva la sua squadra. Godiamoci questa serata, ma presto dovremo concentraci sulla finale, ha aggiunto, evidenziando come la consapevolezza di aver affrontato una partita complicatissima contro una Nigeria di grande valore non abbia mai scalfito la determinazione del gruppo.

Una battaglia di nervi e tattica risolta dal dischetto

La partita, di fatto, è stata un lungo braccio di ferro, un susseguirsi di scambi piuttosto equilibrati dove la solidità difensiva è apparsa, da entrambe le parti, il tratto predominante. “Sapevamo che sarebbe stata complicata, hanno fornito una grande prestazione”, ha riconosciuto El Aynaoui, spiegando come il piano di gara si sia incentrato proprio sulla compattezza e sul concedere il meno possibile. Poche le occasioni chiare, nonostante alcuni tentativi: da una parte Brahim Díaz, la cui conclusione a incrociare è finita alta, dall’altra Ademola Lookman, le cui offensive sono state ripetutamente neutralizzate. Una gara tesa, risolta soltanto dalla lotteria dei rigori, terreno dove il portiere Bounou ha potuto confermare, come già accaduto in passato in contesti mondiali, la sua innata abilità tra i pali.

Il sogno spezzato di Lookman e il rientro in Italia

Per l’attaccante dell’Atalanta Ademola Lookman, in campo per tutti i centoventi minuti, il cammino si interrompe in semifinale. Non incluso nella lista dei primi quattro tiratori designati dalla Nigeria, il suo turno ai rigori non è mai arrivato, rendendo vano l’ultimo tentativo della serie. La sua Coppa d’Africa non è però completamente finita, poiché sabato 17 gennaio sarà impegnato nella finalissima per il terzo posto, un’ulteriore prova prima del rientro a Bergamo, dove potrebbe rendersi disponibile per le sorti della sua squadra di club. Intanto, dopo la finale in programma il prossimo 18 gennaio sempre a Rabat, inizierà il rientro in Italia per i giocatori impegnati nell’ultimo atto: oltre a El Aynaoui, torneranno infatti anche Masina, Dia e Akinsanmiro, chiudendo così la parentesi continentale.

La finale attesa e la corsa al titopo dopo mezzo secolo

Ad attendere il Marocco, ora, c’è il Senegal, vittorioso nell’altra semifinale contro l’Egitto, in una finale che promette di essere un vero e proprio derby africano d’altissimo livello. Per i padroni di casa, spinti da un intero paese e dalla speranza di riportare a casa un trofeo che manca da cinque decenni, l’obiettivo è a un passo. Hanno superato l’ostacolo Nigeria in una sfida carica di pathos fino all’ultimo istante, dimostrando un carattere che va oltre la semplice tecnica. Una vittoria che, al di là del risultato, ha già regalato emozioni indimenticabili, quelle che solo un palcoscenico così sentito e vibrante come la Coppa d’Africa può generare.

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