Trump Phone, cambia il contratto: il deposito non garantisce il T1
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Redazione Economia
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Trump Phone torna al centro dell’attenzione mentre Trump Mobile ha modificato le clausole legate al deposito da 100 dollari richiesto per il preordine del T1, lo smartphone da circa 500 dollari annunciato con livrea dorata, bandiera americana sul retro e marchio Trump Mobile. La pagina commerciale continua a parlare di “deposito rimborsabile”, invitando gli utenti a prenotare il dispositivo, ma nei termini legali aggiornati a inizio aprile compare ora una precisazione importante: il pagamento non garantisce né la produzione né la vendita del telefono. Una modifica che arriva dopo mesi segnati da rinvii, ritardi e dubbi sulla reale disponibilità del prodotto.
Nel frattempo la società telefonica lanciata da Donald Trump Jr. ed Eric Trump ha annunciato l’avvio delle spedizioni. Attraverso i propri account ufficiali su Instagram e Facebook, Trump Mobile ha pubblicato un messaggio diretto: “Il T1 Phone è arrivato”, spiegando che gli utenti che hanno già effettuato il preordine saranno contattati nel corso della settimana con aggiornamenti sulle consegne. L’annuncio rappresenta un passaggio rilevante per un progetto che, nell’ultimo anno, è stato accompagnato da continui interrogativi e da numerosi slittamenti rispetto alle tempistiche inizialmente prospettate.
Le nuove clausole sul deposito da 100 dollari
Il cambiamento delle condizioni contrattuali ha attirato particolare attenzione perché modifica il significato pratico del deposito richiesto agli utenti interessati al T1. Se da una parte la comunicazione commerciale continua a presentare il versamento come un deposito rimborsabile necessario per il preordine, dall’altra i termini aggiornati specificano che il pagamento non costituisce una garanzia sulla futura disponibilità dello smartphone. In sostanza, chi versa i 100 dollari non ottiene la certezza che il dispositivo venga effettivamente prodotto o venduto.
La precisazione arriva in una fase delicata del progetto Trump Phone, segnata da una lunga serie di rinvii e indiscrezioni sulle difficoltà legate alle consegne. Per settimane si era diffusa l’ipotesi di un ulteriore slittamento, considerato particolarmente problematico visto l’elevato numero di prenotazioni raccolte. L’aggiornamento delle clausole ha quindi riacceso le discussioni attorno alla reale situazione del T1, soprattutto perché modifica le aspettative associate al deposito richiesto ai potenziali acquirenti.
Le prenotazioni raccolte e l’avvio delle spedizioni
Secondo quanto riportato da International Business Times, gli aspiranti acquirenti che avrebbero effettuato il deposito da 100 dollari sarebbero circa 590 mila. Considerando questa cifra, il totale incassato fino a oggi ammonterebbe a quasi 60 milioni di dollari. Numeri che hanno trasformato il progetto Trump Mobile in uno dei casi più discussi degli ultimi mesi nel settore tecnologico e commerciale legato all’immagine della famiglia Trump.
Dopo circa un anno dalla presentazione ufficiale del dispositivo, Trump Mobile sostiene ora che le prime consegne siano finalmente partite. Gli ultimi aggiornamenti diffusi da Pat O’Brien, amministratore delegato della società dietro il progetto, indicano che i primi utenti dovrebbero ricevere il T1 nei prossimi giorni. L’annuncio arriva dopo mesi di attese e dubbi crescenti, alimentati dal fatto che le prenotazioni continuavano ad aumentare mentre gli smartphone non risultavano ancora spediti. Con l’avvio dichiarato delle consegne, il progetto entra adesso nella sua fase più delicata, quella in cui gli utenti che hanno versato il deposito inizieranno a verificare concretamente tempi, disponibilità e caratteristiche del dispositivo promesso.




