Georgia, crisi politica e sospensione dei negoziati con l'UE

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Georgia, paese situato nel Caucaso meridionale, è attualmente al centro di una grave crisi politica, caratterizzata da un conflitto istituzionale tra il governo e la presidenza, accuse di brogli elettorali e una profonda polarizzazione. Il recente annuncio del governo di sospendere i negoziati con l'Unione Europea fino al 2028 ha scatenato un'ondata di proteste che ha coinvolto tutto il Paese.

Le elezioni parlamentari del 26 ottobre hanno visto trionfare il partito di governo, Sogno Georgiano, al termine di una campagna elettorale fortemente polarizzata. Tuttavia, le opposizioni hanno contestato i risultati, denunciando irregolarità e brogli elettorali. La situazione è ulteriormente peggiorata quando il governo ha deciso di interrompere i negoziati con l'UE, decisione che ha provocato una reazione immediata da parte della popolazione, scesa in piazza per manifestare il proprio dissenso.

Nel frattempo, l'Unione Europea sta preparando sanzioni mirate contro le persone che hanno fatto uso della forza e della violenza contro l'opposizione in Georgia. Tuttavia, l'Alta rappresentante per gli Affari esteri, Kaja Kallas, ha spiegato che manca ancora l'unanimità necessaria per approvarle. "Siamo ventisette democrazie, ognuna con le proprie posizioni", ha dichiarato Kallas al suo arrivo al Consiglio UE a Bruxelles.

In questo contesto di tensione, lo scorso sabato 14 dicembre, è stato eletto il nuovo presidente della Georgia, Mikheil Kavelashvili, ex calciatore e unico candidato sostenuto dal partito di governo. Le opposizioni hanno boicottato il processo elettorale, ritenendolo illegittimo, ma non hanno i numeri per incidere.

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