Due Btp indicizzati all‘inflazione e una tranche di CCTeu: il Tesoro punta a raccogliere fino a 9 miliardi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha messo a punto per l’ultima settimana di febbraio un’offerta articolata di titoli di Stato, una manovra che mira a intercettare la domanda degli investitori istituzionali e, attraverso il canale bancario e postale, anche quella del risparmio gestito e retail. Le operazioni, suddivise in due finestre distinte, prevedono il collocamento di Btp indicizzati all’inflazione europea, di titoli a tasso fisso e di CCTeu, per un ammontare complessivo che potrebbe toccare i 9 miliardi di euro.

La prima tornata è in calendario per martedì 24 febbraio e riguarda esclusivamente i Btp€i, i buoni poliennali il cui capitale e le cui cedole – queste ultime fissate su livelli contenuti, come l’1,1% per la scadenza più breve – vengono rivalutati in base all’andamento dei prezzi nell’Eurozona, misurato dall’indice armonizzato Iapc (al netto del tabacco). Verranno proposte due distinte linee: l’undicesima tranche del Titolo con scadenza agosto 2031, codice Isin IT0005657348, e la quattordicesima riapertura del Btp con scadenza maggio 2036, codice Isin IT0005588881, che offre una cedola annua dell’1,8%. Per entrambi i titoli, il cui regolamento è fissato per il giorno successivo all’asta, il 26 febbraio, il Tesoro ha fissato una forchetta d’offerta compresa tra un minimo di 750 milioni e un massimo di un miliardo di euro ciascuno, a cui si aggiunge la possibilità di esercitare l’opzione di un supplementare, rispettivamente di 150 milioni per ogni emissione.

L’offerta di Btp a tasso fisso e la variabile del CCTeu

L’appuntamento principale, però, è concentrato giovedì 26 febbraio, quando il MEF metterà sul piatto un’ampia gamma di titoli a medio-lungo termine. In questa sessione, il cui regolamento slitta al 2 marzo, trovano spazio due Btp a cedola fissa: la nona tranche del febbraio 2031, codice Isin IT0005671273, con una cedola annua lorda del 2,85%, e la settima riapertura del febbraio 2036, codice Isin IT0005676504, che garantisce un interesse del 3,45%. Le quantità in palio sono significativamente più alte rispetto ai titoli indicizzati: per il Btp con scadenza 2031 il Tesoro punta a collocare tra i 2,25 e i 2,75 miliardi di euro, mentre per il decennale la forbice sale a un minimo di 3,25 miliardi fino a un massimo di 3,75 miliardi. Anche in questo caso, per entrambi i titoli è prevista la facoltà di emettere un ammontare supplementare, rispettivamente di 550 e 750 milioni di euro.

Nella stessa giornata di giovedì, il calendario include anche la quinta tranche di un CCTeu con scadenza aprile 2035, codice Isin IT0005680753, uno strumento il cui rendimento, a differenza dei Btp, non è fisso ma variabile, essendo legato all’andamento dell’Euribor a sei mesi maggiorato di uno spread dello 0,8%. Il tasso cedolare semestrale lordo è stato fissato all’1,468%, che corrisponde a un tasso annualizzato del 2,903% sulla base delle condizioni attuali, ma è bene ricordare che questo valore potrà cambiare nel tempo. L’importo messo a disposizione per questo titolo è compreso tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro, con un supplementare esercitabile di 375 milioni.

Le dinamiche del collocamento e i parametri da osservare

Le modalità di assegnazione, come di consueto, seguiranno il meccanismo dell’asta marginale per i Btp e per il CCTeu: il Tesoro determinerà il prezzo di aggiudicazione in base alle offerte ricevute, che dovranno pervenire entro le ore 11 del giorno dell’asta. Sarà interessante, una volta concluse le operazioni, valutare l’entità della domanda e il rendimento effettivo assegnato, parametri che la Banca d’Italia comunicherà al termine di ogni sessione. Gli investitori, dal canto loro, hanno tempo fino al giorno precedente ogni asta per presentare le proprie richieste di acquisto tramite i propri intermediari di fiducia, siano essi sportelli bancari, postali o piattaforme di home banking abilitate al trading.

Va ricordato che i titoli offerti in queste tornate di fine febbraio non sono nuove emissioni, bensì riaperture di linee già esistenti e collocate in precedenza: per il Btp€i con scadenza 2031, per esempio, si tratta dell’undicesima tranche, a testimonianza del successo e della continuità di questo tipo di prodotto finanziario. Una strategia, questa del Tesoro, che punta ad aumentare il volume in circolazione di titoli già noti al mercato, garantendo così una maggiore liquidità sui mercati secondari. L’operazione complessiva, che mobiliterà risorse ingenti, si inserisce nel più ampio programma di gestione del debito pubblico per l’anno in corso.

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