One pezzo, Oda scrive cos’è il tesoro e lo nasconde in fondo al mare
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La notizia, per quanto possa apparire incredibile agli occhi dei non addetti ai lavori, ha la precisione di un bollettino di guerra e la solennità di un rito iniziatico: Eiichirō Oda, il mangaka che da quasi trent’anni tiene in pugno milioni di lettori in tutto il globo, ha materialmente scritto su un foglio di carta la risposta all’enigma che sta al cuore della sua creatura, One Piece. E lo ha fatto, come spesso accade nei suoi gesti pubblici, con una teatralità che nulla ha da invidiare alle trovate narrative del suo eroe col cappello di paglia. Per celebrare il traguardo monumentale delle seicento milioni di copie in circolazione, un record che lo pone al fianco di icone assolute come Superman, seppur in un lasso di tempo infinitamente minore, il sensei ha inscenato una performance che è già leggenda. In un video diffuso sui canali ufficiali, lo si vede intento a scrivere, con la cura certosina che contraddistingue il suo tratto, la natura del leggendario tesoro lasciato da Gol D. Roger. Quella stessa pagina è stata poi strappata, con la metà superiore, quella che riporta la domanda, pubblicata integralmente su due dei maggiori quotidiani giapponesi, l’Asahi Shimbun e lo Yomiuri Shimbun.
Il sigillo d’inchiostro e la capsula dei profondi
La parte bassa del foglio, quella contenente la verità, ha invece seguito un destino assai più romanzesco e definitivo, almeno fino al compiersi della parabola narrativa. Arrotolata con cura, è stata riposta all’interno di un minuscolo forziere, una sorta di reliquia laica. Il cofanetto, a sua volta, è stato sigillato in una sfera di vetro pressurizzato, progettata per resistere alle immense pressioni degli abissi. Con l’ausilio di istituzioni scientifiche giapponesi, specializzate in operazioni subacquee profonde, la capsula è stata inabissata in un punto imprecisato dell’oceano, a una profondità di seicentocinquantuno metri, rendendola di fatto inaccessibile a chiunque, anche al più agguerrito dei fan, finché l’opera non giungerà al suo epilogo. Non si tratta, è bene chiarirlo, della rivelazione del finale di One Piece, ma della conferma fisica che la risposta esiste, è conosciuta dall’autore sin dagli albori della serializzazione nel lontano 1997, e attende solo il momento opportuno per essere svelata.
Un tesoro tangibile oltre ogni simbolica metafora
Questo gesto, che profuma di avventura e di sfida lanciata al tempo e alla curiosità dei lettori, acquista un peso specifico ancora maggiore se lo si incrocia con le dichiarazioni che Oda stesso ha rilasciato nel corso degli anni. Il mangaka, infatti, ha sempre tenuto a smarcarsi da interpretazioni eccessivamente astratte o melense: il One Piece non è, e non sarà mai, una metafora dell’amicizia o del viaggio vissuto, come talune teorie hanno a lungo ipotizzato. Si tratta, per sua stessa ammissione, di un premio reale, fisico, concretamente esistente all’interno dell’universo narrativo, un obiettivo tangibile che Luffy e la sua ciurma stanno solcando la Rotta Maggiore per trovare. La decisione di seppellire il segreto negli abissi, dunque, non fa che ribadire questa natura materiale del mistero, trasformando l’attesa stessa in un atto quasi eroico, parallelo a quello dei personaggi di carta. Non è solo un’abile mossa promozionale per celebrare le seicento milioni di copie, ma un gesto che allinea perfettamente la realtà all’opera, una dichiarazione d’intenti che lega indissolubilmente la vita del lettore a quella della storia.
L’attesa nell’era della conclusione imminente
Il narratore del video, con una voce fuori campo che sembrava uscita da un documentario epico, ha scandito che quel baule rimarrà “oltre la portata di chiunque” e non verrà aperto “fino a quando l’intera storia non sarà stata rivelata”. Un messaggio chiarissimo, che pone un sigillo inviolabile sulla conclusione dell’opera. La serie, entrata ormai da tempo nella sua saga finale, non ha ancora una data di chiusura ufficiale, e il manga procede con i suoi capitoli, l’ultimo dei quali è il 1175, immerso nell’arco di Elbaf, mentre l’anime, dopo una pausa, riprenderà la messa in onda proprio a partire dal 5 aprile di quest’anno. L’attesa, insomma, è destinata a prolungarsi ancora, ma la certezza che la verità sia già custodita in un luogo tanto inaccessibile quanto poeticamente consono al mondo dei pirati, aggiunge una nuova, singolare dimensione all’epopea di Monkey D. Luffy. È come se Oda avesse voluto trasformare il segreto stesso in una sorta di tesoro reale, sepolto non in un’isola immaginaria, ma nel ventre del nostro stesso pianeta, in attesa che la parola fine liberi finalmente la verità dalle sue prigioni d’acqua e di vetro.
Description: Eiichiro Oda celebra i 600 milioni di copie di One Piece scrivendo la natura del tesoro e sigillandolo in una capsula in fondo all'oceano, a 651 metri di profondità.




