Mercosur, l'Unione europea prova a sbloccare l'accordo commerciale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   All'indomani del rinvio del trattato alla Corte di Giustizia europea da parte dell'Europarlamento, fonti comunitarie hanno chiarito la strategia di Bruxelles, dichiarando che "quando il Consiglio ha approvato la firma dell’accordo con il Mercosur, ha approvato contemporaneamente anche la sua applicazione provvisoria". Una mossa, questa, che mira a non disperdere il lavoro diplomatico degli anni e a tentare di anticipare i tempi di un iter che rischia di allungarsi ulteriormente, vista la complessa procedura di ratifica in ciascuno Stato membro.

La data simbolo di marzo e la spinta del Paraguay

L'obiettivo dichiarato è quello di avviare l'applicazione provvisoria dell'intesa già a partire dal prossimo marzo, un mese non scelto a caso poiché legato alle previsioni di ratifica del Paraguay, il primo fra i paesi del blocco sudamericano ad aver avviato formalmente la procedura interna. L'ipotesi, che è stata discussa nel corso di un Consiglio straordinario a Bruxelles, rappresenta una via praticabile per iniziare a dar seguito a parti dell'accordo, in attesa che il parere della Corte di Giustizia chiarisca ogni profilo legale e che i parlamenti nazionali completino il loro esame.

La posizione del mondo agricolo e il nodo della reciprocità

Dal fronte italiano, se da un lato si è espressa una netta contrarietà all'accordo nella sua forma attuale, dall'altro si è sottolineato come questa opposizione "non significa che vogliamo chiusura dei mercati". Si è tornati, infatti, all'obiettivo del principio di reciprocità, considerato irrinunciabile: le stesse regole stringenti che vincolano le imprese agricole europee, le quali devono rispettare standard severi in materia ambientale e di salute, dovrebbero applicarsi senza eccezioni anche ai prodotti agroalimentari importati. Una garanzia necessaria, si sostiene, per tutelare non solo la concorrenza leale ma anche la qualità e la sicurezza di ciò che arriva nei mercati.

La mobilitazione delle associazioni ambientaliste e dei consumatori

A rafforzare le preoccupazioni sulla mancanza di simmetria normativa è scesa in campo una coalizione di dodici associazioni, tra cui figurano realtà storiche come il WWF, Greenpeace e la Lipu, oltre a organizzazioni di consumatori e produttori biologici. In una nota congiunta, queste hanno definito "legittima e condivisibile" la richiesta di reciprocità, concentrandosi in particolare sul capitolo dell'utilizzo delle sostanze chimiche. Il rischio paventato, che alcuni hanno definito come un "accordo sui veleni", riguarda l'ingresso nel mercato unico di prodotti trattati con fitofarmaci attualmente vietati nell'Ue, un differenziale che mina alla base la parità di condizioni e solleva interrogativi non marginali sulla protezione della salute pubblica.

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