Eni chiude il primo semestre con utili sopra le attese, Descalzi valuta aumento buyback
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Redazione Economia
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Nonostante un contesto internazionale segnato dalla volatilità dei prezzi energetici e dal deprezzamento del dollaro, Eni ha superato le stime degli analisti nel secondo trimestre del 2025, confermando una solidità finanziaria che ha rassicurato gli investitori. L’utile netto rettificato si è attestato a 1,13 miliardi di euro, in calo del 25% rispetto allo stesso periodo del 2024, ma comunque al di sopra delle previsioni. Un risultato che, seppure influenzato negativamente dall’andamento dei mercati, ha spinto il gruppo a rivedere al rialzo le stime per l’intero anno.
Claudio Descalzi, amministratore delegato della società, durante la conference call con gli azionisti ha definito “eccellenti” i dati del semestre, sottolineando come il piano strategico stia procedendo secondo le previsioni. “Il buyback è un floor”, ha dichiarato, lasciando intendere che un incremento del programma di riacquisto azionario potrebbe essere valutato nei prossimi mesi. “Se il trend positivo continuerà, potremo considerare di aumentarlo”, ha aggiunto, senza però anticipare decisioni che dipenderanno dall’evoluzione del mercato.
Nel complesso, il primo semestre ha visto un utile netto adjusted di 2,546 miliardi, in diminuzione del 18% su base annua, mentre quello del secondo trimestre è risultato in linea con le attese, nonostante il contesto sfavorevole. Il calo, peraltro meno marcato del previsto, è stato attribuito principalmente al crollo delle quotazioni del greggio e al deprezzamento del biglietto verde, che hanno pesato sui ricavi.
Descalzi ha tuttavia guardato oltre, descrivendo il 2026 come un anno “ancora più promettente”, grazie a un portafoglio di attività più diversificato e di maggior valore. Intanto, il gruppo conferma il piano di ritorno agli azionisti, segnale di fiducia nelle prospettive future, anche se l’incertezza sui mercati energetici globali – complici le tensioni geopolitiche e le politiche monetarie della Federal Reserve – rimane un fattore da monitorare.




