Iliad e WindTre, torna l'ipotesi di fusione per ridisegnare il mercato mobile
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Redazione Economia
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Il panorama delle telecomunicazioni in Italia, tra i più agguerriti d'Europa, potrebbe essere sul punto di vivere una nuova, significativa trasformazione. Secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters, citando tre fonti ben informate sulla questione, la conglomerata di Hong Kong Ck Hutchison, che controlla WindTre, avrebbe avviato discussioni preliminari con il gruppo francese Iliad per valutare una fusione delle rispettive attività di telefonia mobile nel nostro Paese. Entrambe le società, interpellate per confermare o smentire le voci, hanno scelto di opporre un rigoroso "no comment", una risposta che, in casi del genere, viene spesso interpretata come un indizio della concretezza dei negoziati, i quali, peraltro, erano già stati ipotizzati all'inizio di quest'anno. L'operazione, se dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe l'ennesimo tentativo di consolidare un settore da tempo alla ricerca di una maggiore stabilità, andando a unire due operatori che, insieme, controllano circa il 34% del mercato nazionale.
La reazione dei mercati e lo scenario competitivo
Il mercato finanziario, da parte sua, ha già dimostrato di prendere l'indiscrezione molto sul serio, reagendo con immediatezza alla diffusione della notizia. Le azioni di Telecom Italia, infatti, hanno registrato un deciso balzo in avanti, toccando un incremento del 5,8% in Borsa. Questo ottimismo degli investitori, che qualcuno definirebbe prematuro ma che appare perfettamente comprensibile, nasce dalla prospettiva di una razionalizzazione del settore che, riducendo il numero dei principali operatori da quattro a tre, potrebbe alleviare la pressione competitiva sui margini di tutti gli attori in campo. Una simile mossa, del resto, seguirebbe la logica di consolidamento già avviata con l'accordo tra Vodafone Italia e Fastweb, andando a soddisfare una richiesta di maggiore concentrazione più volte avanzata dagli stessi protagonisti del mondo delle tlc.
La valutazione degli asset e il percorso negoziale
Sebbene i dettagli operativi rimangano al momento confinati nelle stanze dei colloqui riservati, le analisi degli esperti cominciano già a delineare i possibili contorni di un eventuale accordo. Secondo le stime riportate da Reuters, gli asset italiani di Iliad potrebbero essere valutati, su base "standalone", per un importo superiore ai 3 miliardi di euro, una cifra che dà la misura della portata dell'operazione in esame. Le opzioni sul tavolo, stando a quanto filtrano gli analisti, non si limitano a una fusione pura e semplice, ma potrebbero includere la creazione di una joint venture che permetterebbe ai due gruppi di unire le forze mantenendo, in qualche misura, le rispettive identità distintive. Un approccio, questo, che consentirebbe di superare le difficoltà emerse in passato, quando i precedenti tentativi di intesa, incluso quello tra Tim e Iliad nella scorsa primavera, non erano approdati a un esito positivo.
Un settore in continua evoluzione
La possibile fusione tra WindTre e Iliad si inserisce in un contesto dinamico, dove gli assetti competitivi sono in costante divenire. L'ipotesi di un "matrimonio", che qualcuno aveva già ventilato nei mesi scorsi, dimostra come la ricerca di una massa critica sufficiente a sostenere gli ingenti investimenti richiesti dalle nuove tecnologie di rete rappresenti una priorità strategica inderogabile per tutti gli operatori. La trattativa, per quanto ancora in una fase embrionale e del tutto preliminare, segna dunque un potenziale punto di svolta, indicando una direzione chiara verso un mercato più concentrato e, almeno nelle intenzioni dei protagonisti, più stabile e redditizio.




