La Juventus blinda Spalletti, si va verso il rinnovo fino al 2028: le richieste del tecnico e il nodo Vlahovic
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Redazione Sport
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La dirigenza della Juventus, nonostante le altalenanti prestazioni in campionato e una classifica che tiene banco con apprensione, ha le idee chiare sul futuro: il progetto tecnico ruoterà attorno a Luciano Spalletti. L'allenatore toscano, subentrato a stagione in corso, ha convinto la proprietà, rappresentata da John Elkann e dall'amministratore delegato Damien Comolli, tanto da spingere il club ad accelerare per un prolungamento contrattuale. L'attuale accordo, che prevedeva un'opzione automatica in caso di qualificazione alla prossima Champions League, potrebbe essere presto superato da un'intesa ben più strutturata, con ogni probabilità fino al 2028, a prescindere dall'obiettivo europeo. Un segnale forte, quello che arriva dalla Continassa, che punta a costruire un ciclo intorno all'ex commissario tecnico della Nazionale, cercando di blindarlo prima che possano inserirsi eventuali pretendenti.
Garanzie tecniche e mercato, la volontà di Spalletti
Il punto centrale della trattativa, che dovrebbe trovare una definizione concreta intorno alla metà di marzo, non è di natura economica. Spalletti, come emerso dai colloqui con i vertici societari, ha messo sul tavolo precise richieste tecniche per assicurare un salto di qualità alla rosa. L'ambizione del tecnico è quella di allestire una squadra in grado di competere su tutti i fronti e il primo passo, in questo senso, passa attraverso innesti di alto profilo. La dirigenza è stata messa in allerta sulla necessità di intervenire con un top player per ogni reparto, a partire dal settore offensivo, dove la situazione legata a Dusan Vlahovic resta centrale e, al tempo stesso, complessa da districare.
Parallelamente al futuro dell'allenatore, prosegue il lavoro certosino di gestione e prolungamento dei contratti dei giocatori considerati pilastri. Dopo gli accordi ufficiali con Kenan Yildiz, il cui ingaggio è stato adeguato al suo nuovo status, e con Carlo Pinsoglio, fresco di firma fino al 2027, la settimana si è aperta con l'annuncio del rinnovo di Weston McKennie. Il centrocampista statunitense, vera e propria colonna per Spalletti grazie alla sua duttilità tattica, ha legato il suo futuro al club fino al 2030, un'operazione che mette al riparo da cessioni a parametro zero e consolida l'ossatura dello spogliatoio. Nelle stesse ore, si lavora anche per adeguare e allungare il contratto del capitano Manuel Locatelli, perno del centrocampo, il cui attuale accordo scadrebbe nel 2028 ma che merita, per rendimento e leadership, un riconoscimento economico superiore agli attuali tre milioni di euro netti a stagione.
L'ombola di Vlahovic e i conti in bilico
Se per Locatelli e McKennie la fumata bianca è questione di dettagli, il dossier più delicato rimane quello di Dusan Vlahovic. Il centravanti serbo, in scadenza a giugno, rappresenta un nodo cruciale sia dal punto di vista tecnico che finanziario. L'attuale ingaggio, uno dei più pesanti di tutta la Serie A, grava in maniera significativa sui bilanci societari, con un costo complessivo che sfiora i 42 milioni di euro lordi annui tra stipendio e residuo di ammortamento del cartellino. Nelle ultime settimane, dopo un lungo periodo di stallo, i contatti tra l'entourage del giocatore e la dirigenza si sono intensificati, riaprendo scenari che sembravano ormai tramontati.
La volontà di Spalletti di avere un centravanti di riferimento si scontra però con la necessità di riequilibrare le casse e con le valutazioni tecniche. Il rinnovo di Vlahovic, qualora si concretizzasse, passerebbe inevitabilmente da una decurtazione dell'ingaggio, portandolo su cifre più vicine ai 7 milioni di euro netti, allineandolo così ai nuovi parametri salariali che la Juventus sta cercando di imporre. Una soluzione, questa, che consentirebbe un notevole risparmio e libererebbe risorse per il mercato in entrata, dove il nome di Randal Kolo Muani, già in prestito al Tottenham dopo l'esperienza torinese, continua a circolare con insistenza per rinforzare proprio il reparto avanzato. Il tecnico, dal canto suo, osserva e attende, consapevole che dalla risoluzione di questi nodi dipenderà la competitività della sua Juventus.
Un progetto a lungo termine tra campo e scrivania
Il quadro che emerge è quello di una società che, pur dovendo fare i conti con le incertezze del campo e la rincorsa in classifica, sta gettando le basi per una stabilità tecnica e contrattuale duratura. L'asse Comolli-Chiellini, come riportato, lavora in sinergia per accontentare le richieste di Spalletti e per blindare i giovani di valore e i senatori dello spogliatoio. Il rinnovo del tecnico, in questo senso, è la chiave di volta per proseguire sulla strada intrapresa. Ogni discorso, che riguardi il mercato o le singole cessioni, passa ora attraverso il vaglio del tecnico toscano, al quale verrà concessa la possibilità di costruire una squadra a sua immagine e somiglianza, con la speranza che questo possa finalmente riportare stabilmente la Juventus a lottare per lo scudetto e ad essere protagonista in Europa. La programmazione, insomma, è già iniziata e procede spedita, in attesa di capire se il finale di stagione potrà regalare anche la ciliegina sulla torta della qualificazione alla prossima Champions League.




