West Nile, l’Italia è il paese più colpito d’Europa: salgono i casi e l’Oms lancia l’allarme
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Redazione Salute
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Il virus West Nile continua la sua diffusione in Europa e l'Italia si conferma come il paese con la più ampia circolazione geografica del patogeno. Secondo i dati diffusi dall'Ufficio Regionale per l'Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel nostro paese i contagi hanno raggiunto le 46 unità, distribuite in 20 province diverse.
Una situazione che ha spinto l'OMS a invitare i governi a rafforzare la sorveglianza e le misure di prevenzione, anche se la Grecia sta vivendo l'aumento settimanale più sostenuto con 21 casi registrati al 22 luglio, di cui ben 14 concentrati nell'ultima settimana.
La situazione in Italia e in Europa
I dati diffusi dall'Organizzazione mondiale della sanità dipingono un quadro in evoluzione per quanto riguarda la circolazione del West Nile Virus nel continente. L'Italia, da diversi anni ormai, è endemica per questo arbovirus e la stagione 2026 non sta facendo eccezione. La presenza del virus è stata confermata in 20 province, con il primo caso umano dell'anno in Emilia-Romagna registrato ufficialmente l'11 luglio, un uomo di 80 anni ricoverato in condizioni stabili nel modenese.
A livello europeo, il quadro è eterogeneo ma in peggioramento: la Grecia sta registrando un'accelerazione notevole dei contagi, concentrati in particolare nella forma neuro-invasiva che colpisce il sistema nervoso centrale, mentre focolai minori sono stati segnalati in Spagna, Romania e Macedonia del Nord. L'OMS ha messo in guardia contro l'evoluzione della situazione, sottolineando che la stagione di trasmissione, che di solito va dalla tarda primavera all'autunno inoltrato, è appena iniziata e potrebbe riservare ulteriori sviluppi.
Il legame con i cambiamenti climatici
Il fattore che maggiormente preoccupa gli esperti, e che è stato ribadito dal direttore regionale dell'Oms per l'Europa Hans Kluge, è il cambiamento delle condizioni ambientali che favoriscono la proliferazione delle zanzare. "Il West Nile virus non è una minaccia nuova, ma le condizioni che ne favoriscono la diffusione stanno cambiando rapidamente", ha dichiarato Kluge, sottolineando il collegamento tra l'aumento delle temperature e l'allungamento della stagione calda.
Le alte temperature prolungate, infatti, non solo accelerano il ciclo vitale delle zanzare, ma ampliano il territorio in cui questi insetti possono sopravvivere e riprodursi, portando il virus in aree geografiche dove in precedenza era assente. Una revisione sistematica della letteratura scientifica pubblicata su "Public Health Reviews" ha confermato una forte associazione positiva tra la trasmissione del WNV e l'aumento delle temperature, oltre che con determinate pratiche di uso del suolo agricolo.
Il clima, quindi, non è solo un fattore secondario, ma un driver principale che sta modificando l'epidemiologia di questa infezione in tutto il continente, trasformando quella che un tempo era considerata una malattia tropicale in una realtà endemica anche alle nostre latitudini.
Sintomi e misure di prevenzione raccomandate
La maggior parte delle persone che contraggono il virus West Nile non sviluppa alcun sintomo; si stima che ciò accada in circa il 70-80% dei casi. Nel restante 20%, l'infezione si manifesta con sintomi simil-influenzali come febbre, mal di testa, spossatezza, dolori muscolari e occasionalmente sfoghi cutanei. La forma più grave, che coinvolge il sistema nervoso centrale in meno dell'1% dei casi, può manifestarsi con meningite o encefalite e rappresenta un serio pericolo, soprattutto per gli anziani e i soggetti immunodepressi.
In assenza di un vaccino o di una terapia specifica approvata per l'uomo, la prevenzione rimane l'unica arma a disposizione.
L'OMS e l'Istituto Superiore di Sanità raccomandano l'adozione di semplici ma efficaci misure di protezione individuale: indossare indumenti chiari e coprenti, specialmente nelle ore dell'alba e del tramonto quando le zanzare sono più attive, applicare repellenti per insetti sulla pelle e sugli abiti, installare zanzariere alle finestre e, infine, eliminare i ristagni d'acqua nei sottovasi e in contenitori vari, perché rappresentano i luoghi ideali per la riproduzione delle zanzare.
La trasmissione da persona a persona è estremamente rara e si verifica solo in casi di trasfusioni di sangue o trapianti di organi, mentre non è mai stato documentato un contagio attraverso il semplice contatto quotidiano.
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