Cuneo, il comune valuta di costituirsi parte civile per i maltrattamenti alla cooperativa "Per Mano"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sindaca Patrizia Manassero e l’assessore alle Politiche sociali Paola Olivero stanno valutando, in queste ore, la possibilità che il comune di Cuneo si costituisca parte civile nel processo avviato dalla procura locale contro la cooperativa sociale “Per Mano”, al centro di un’inchiesta per maltrattamenti ai danni di diciotto disabili che frequentavano un centro diurno alle porte della città. Le accuse, che comprendono oltre ai maltrattamenti anche il sequestro di persona, la violenza privata e le lesioni personali, dipingono un quadro di sofferenza che ha spinto l’amministrazione a un gesto di forte vicinanza istituzionale, il quale, seppur doveroso, non può cancellare il dolore per quanto accaduto a chi, in quella struttura, aveva riposto la propria fiducia.

La posizione dell'amministrazione comunale

In una nota ufficiale, la sindaca e l’assessore hanno voluto esprimere il proprio sostegno alle famiglie delle persone coinvolte, affermando che “il nostro pensiero alle famiglie delle persone che frequentavano la struttura: ci fa soffrire anche solo immaginare che cosa possano aver vissuto”. Una dichiarazione che, al di là delle necessarie formalità, cerca di trasmettere una partecipazione umana a una vicenda che ha scosso profondamente la cittadinanza, mostrando come le istituzioni non intendano rimanere spettatrici distaccate di un fatto giudiziario di tale gravità, ma si pongano anzi al fianco di chi ha subito il danno.

Le reazioni politiche e gli interrogativi sull'Asl

Sul caso è intervenuta anche la consigliera regionale Giulia Marro, la quale ha ringraziato la procura per le indagini e ha sottolineato la gravità dei fatti, qualora venissero confermati, poiché coinvolgono “persone fragili e famiglie che avevano riposto fiducia in un servizio di cura e assistenza”. La sua nota ha sollevato inoltre un interrogativo cruciale, chiedendosi se l’Asl, al momento di erogare i finanziamenti alla cooperativa, fosse già a conoscenza dell’inchiesta in corso, un dubbio che apre a riflessioni più ampie sui meccanismi di controllo e sulla trasparenza nella gestione dei servizi sociali delegati.

Il contesto e le implicazioni per il territorio

La dolorosa vicenda giudiziaria si staglia in un contesto cittadino che, come ricordato dalle stesse Manassero e Olivero, ha recentemente cercato di promuovere progetti di inclusione sociale e rigenerazione urbana, come l’inaugurazione del progetto “Extra” lo scorso settembre, un’iniziativa volta a unire il sostegno all’autonomia abitativa con la coesione sociale. Un contrasto che rende ancor più stridente l’accaduto, il quale rischia di gettare un’ombra su un impegno collettivo che pure esiste, sebbene episodi del genere pongano interrogativi profondi su come vigilare affinché la cura dei più vulnerabili non sia mai tradita.

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