Cuneo, buio su una struttura per autistici: indagine sui maltrattamenti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'irruzione dei carabinieri, un'operazione condotta all'alba che ha squarciato un velo di apparente normalità, ha portato alla luce un sistema di presunti abusi, mettendo in luce una realtà che appare in netto contrasto con la missione di cura che ci si aspetterebbe. L'inchiesta, battezzata "Per mano" proprio come la cooperativa che gestiva i centri, si è concentrata su episodi che, stando alle accuse, avrebbero visto come vittime diciotto ospiti affetti da gravi forme di autismo, persone estremamente vulnerabili e per questo bisognose di una protezione maggiore. Le misure cautelari disposte dall'autorità giudiziaria, che sono state ben diciassette, delineano un quadro di violenze e soprusi che ha provocato immediata indignazione.

Le accuse e i provvedimenti

I reati contestati, di una gravità che non ammette attenuanti, spaziano dai maltrattamenti e le lesioni personali fino al sequestro di persona e alla violenza privata, un ventaglio di illeciti che suggerisce un clima di controllo e coercizione. Tra i provvedimenti, che colpiscono tanto i semplici operatori quanto i dirigenti della struttura, due sono sfociati in un carcere, mentre per quattro persone si è optato per gli arresti domiciliari; ad altri undici indagati, infine, è stato notificato un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle presunte vittime, oltre all'onere di presentarsi quotidianamente alle forze dell'ordine. Le indagini, che si sono avvalse di un meticoloso lavoro di intercettazioni, hanno anche portato al sequestro preventivo di tre distinti centri di accoglienza, tutti riconducibili alla medesima cooperativa.

Le prove e le reazioni politiche

Le fonti investigative, le quali hanno parlato di video dalle immagini definite "aberranti", hanno contribuito a costruire un impianto probatorio che i giudici hanno ritenuto solido. La documentazione audiovisiva, in particolare, sembra mostrare comportamenti che esulano in modo plateale da qualsiasi protocollo di assistenza, fornendo una testimonianza cruda di quanto sarebbe avvenuto tra quelle mura. Di fronte a notizie di tale portata, la reazione del mondo politico non si è fatta attendere: Federica Barbero, consigliera regionale, ha espresso un "profondo senso di rabbia e sconcerto", sottolineando come questi fatti, se confermati, rappresentino una ferita per l'intera coscienza civile.

Il contesto dell'inchiesta

L'operato della cooperativa "Per Mano", che aveva la sua sede legale a Cuneo ma i cui centri si estendevano anche in alcuni comuni limitrofi, è ora al centro di un esame minuzioso da parte della magistratura. L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo, sta cercando di ricostruire la catena di comando e le eventuali responsabilità, accertando se e in quale misura i comportamenti illeciti fossero tollerati o addirittura incoraggiati. La natura stessa delle accuse, che include il sequestro di persona, fa pensare a una privazione della libertà individuale che va ben oltre le necessità terapeutiche, configurando un trattamento inumano e degradante per degli ospiti che, data la loro condizione, avevano già un'estrema difficoltà a comunicare con il mondo esterno.

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