Cuneo, l'inferno degli autistici: abusi e violenze in una cooperativa sotto inchiesta
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Redazione Interno
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I carabinieri, in un'irruzione che ha sollevato il coperchio su uno di quei centri di raccolta differenziata per cervelli fuori standard, hanno portato alla luce un sistema di violenze e mortificazioni degno di un girone infernale, dove le vittime, esseri umani appartenenti alla categoria meno protetta tra le tante fragilità, sono state private della propria dignità. L'operazione, battezzata "Per mano", ha condotto all'esecuzione di 17 misure cautelari, tra cui due arresti in carcere, quattro ai domiciliari e undici divieti di avvicinamento, nei confronti di coloro che, invece di assistere, avrebbero dovuto proteggere i diciott ospiti autistici della struttura.
Le accuse e i reati contestati
Le accuse, che pesano su dirigenti e dipendenti della Cooperativa “Per mano”, gestrice del centro diurno “Tetto Nuovo” di Borgo Gesso, spaziano dai maltrattamenti e le lesioni personali al sequestro di persona e alla violenza privata, delineando un quadro di soprusi metodici e prolungati. Una prima inchiesta, che si è conclusa quest'estate con la richiesta di rinvio a giudizio per dodici persone e il cui processo è atteso per il 16 dicembre, non aveva interrotto, a quanto pare, quelle stesse prassi abusive, continuate nonostante l'attenzione delle forze dell'ordine, mentre l'Asl, ignara o forse non del tutto consapevole della situazione, continuava a versare i contributi pubblici, che ammontano a oltre un milione di euro.
La testimonianza e il peso delle umiliazioni
Undici anni di privazioni e umiliazioni, durante i quali i pazienti, la cui unica colpa era quella di essere fragilissimi, hanno subito ogni sorta di angheria, come se la struttura fosse un luogo separato dal mondo, governato da una legge spietata e crudele. L'emozione di un maresciallo dei carabinieri, mentre rievocava il pianto liberatorio di un padre, al quale era stato semplicemente assicurato che, da quel giorno in poi, suo figlio sarebbe stato finalmente aiutato da persone che lo avrebbero trattato per quello che meritava, restituisce, forse più di qualsiasi altra dichiarazione, la portata di un dramma consumato nell'ombra.
La dinamica degli abusi e il contesto giudiziario
Quello che emerge dalle indagini è un meccanismo perverso, dove la fiducia delle famiglie, che affidavano i propri cari pensando di garantire loro un futuro migliore, è stata sistematicamente tradita da chi, invece, ha costruito un regime di paura e di controllo assoluto. Le indagini proseguono ora su due binari, quello del nuovo filone appena scoperto e quello del processo imminente, che dovrà accertare le responsabilità penali di ciascuno, in un percorso giudiziario che cerca di fare luce su una delle pagine più buie dell'assistenza alle persone disabili.




