Manifestazioni contro il ddl sicurezza: migliaia in piazza in tutta Italia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Ieri pomeriggio, 22 febbraio, migliaia di persone hanno riempito le piazze di diverse città italiane per protestare contro il disegno di legge 1236, noto come "ddl sicurezza", promosso dal governo Meloni e attualmente in attesa di discussione al Senato a partire da marzo. La manifestazione, che ha visto una partecipazione trasversale di forze politiche, sindacati e collettivi sociali, si è svolta in modo pacifico, nonostante il clima di tensione legato alle nuove misure restrittive proposte dal provvedimento.
A Napoli, circa tremila persone si sono radunate per dire no a quello che definiscono un "modello Caivano", riferendosi alle politiche di sicurezza che, secondo i manifestanti, colpiscono indiscriminatamente chi lotta per i diritti sociali e ambientali. Tra le sigle presenti, spiccavano Cgil, Fiom, Cobas, Rifondazione Comunista, Giovani comunisti e altre realtà come Mediterranea e i Disoccupati Cantiere 167 di Scampia. Bandiere e striscioni hanno colorato la piazza, con slogan che denunciavano il rischio di una criminalizzazione delle proteste e delle lotte per la giustizia climatica, il diritto all’abitare e la libertà di sciopero.
A Milano, il corteo partito da piazza XXIV maggio si è concluso in corso Lodi, dove i manifestanti hanno lasciato un segno tangibile della loro protesta: una scritta su un muro dedicata a Ramy, il diciannovenne morto durante un inseguimento in via Quaranta. "Verità e giustizia per Ramy" è diventato un simbolo della mobilitazione, richiamando l’attenzione sui casi di cronaca nera che, secondo i promotori della manifestazione, sarebbero ulteriormente oscurati dalle nuove norme proposte dal governo.
A Roma, la protesta si è intrecciata con il quarantacinquesimo anniversario dell’uccisione di Valerio Verbano, militante di autonomia operaia ucciso da tre neofascisti nel 1980. Un corteo che ha unito memoria storica e attualità, denunciando come il ddl sicurezza rischi di limitare ulteriormente il diritto di manifestare, già oggetto di restrizioni negli ultimi anni.
Il disegno di legge, che introduce pene più severe per chi viola le norme durante le proteste, è stato definito dai manifestanti un "provvedimento pericoloso", in grado di minare le fondamenta stesse della democrazia. Le nuove misure, infatti, prevedono una stretta sui reati legati alle occupazioni, agli scioperi e alle mobilitazioni studentesche, suscitando timori di una repressione generalizzata.




