Auto elettriche cinesi, la guerra in Iran spinge l’export del 120%
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Redazione Economia
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Le auto elettriche cinesi stanno beneficiando della guerra in Iran, che ha contribuito a far aumentare i prezzi della benzina a livello globale e ha spinto una maggiore domanda estera di veicoli a batteria. Secondo un’analisi del Wall Street Journal, i produttori cinesi stanno sfruttando questa fase per esportare più facilmente le scorte accumulate a causa della debolezza del mercato interno. Le esportazioni cinesi di veicoli elettrici sono cresciute del 120% nel primo semestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati dell’Agenzia internazionale per l’energia citati dal quotidiano.
Il rialzo dei costi dei carburanti ha modificato l’interesse dei consumatori in diversi Paesi, favorendo i produttori che possono proporre modelli elettrici già disponibili per il mercato internazionale. La situazione descritta dal Wall Street Journal riguarda soprattutto quei mercati dove l’aumento dei prezzi dei combustibili pesa maggiormente e dove il settore automobilistico interno presenta maggiori difficoltà. Per i marchi cinesi di auto elettriche, questa combinazione ha creato condizioni favorevoli per aumentare la presenza all’estero e ridurre le scorte rimaste ferme sul mercato nazionale.
Le esportazioni cinesi di auto elettriche crescono nel 2026
La crescita dell’export dei veicoli elettrici cinesi si inserisce in un quadro più ampio di espansione delle auto ricaricabili nel mondo. Nel primo semestre del 2026, secondo i dati riportati da CleanTechnica, le auto elettriche e le ibride plug-in hanno raggiunto una quota del 24% delle vendite mondiali di auto nuove. Le sole elettriche a batteria, indicate come BEV, rappresentano il 17% del mercato globale, mentre le ibride plug-in, cioè le PHEV, si fermano al 7% delle nuove vendite.
Nonostante la crescita della presenza delle auto ricaricabili, l’aumento complessivo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è stato contenuto al 4%. A incidere sul risultato è soprattutto il calo delle ibride plug-in, che hanno registrato una diminuzione dell’11%, mentre le elettriche pure hanno compensato questa flessione con una crescita della stessa percentuale. I dati mostrano quindi una dinamica diversa tra le tecnologie, con una maggiore spinta per i veicoli completamente elettrici.
La crescita dei marchi cinesi in Europa
L’aumento della presenza delle auto elettriche cinesi riguarda anche il mercato europeo. Nei primi cinque mesi del 2026, secondo un’analisi di Schmidt Automotive Research, i veicoli elettrici venduti dai marchi cinesi nell’Europa occidentale hanno raggiunto il 14,2% di tutte le elettriche immatricolate. Il dato indica una quota pari a circa una vettura elettrica su sette vendute nella regione considerata.
Il risultato europeo si affianca alla crescita delle esportazioni registrata nel primo semestre dell’anno e mostra una maggiore diffusione dei produttori cinesi nel settore delle auto elettriche. La spinta arrivata dalla domanda estera, legata anche all’aumento dei prezzi dei carburanti dopo la guerra in Iran, si combina con la necessità dei costruttori cinesi di trovare nuovi sbocchi per le scorte accumulate durante la fase di rallentamento del mercato interno.
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